Al referendum e poi in piazza: un No per fermare la svolta autoritaria
1 month 1 week ago
Votare no per difendere le norme democratiche della costituzione per costruire l’opposizione sociale alle destre e alla guerra ➽ di Franco Turigliatto ★ Il voto referendario del 22-23 marzo ha assunto una forte rilevanza politica e democratica, sia per la natura delle norme sottoposte al giudizio popolare, sia per il contesto politico complessivo che si è determinato nel paese, per non parlare di una situazione internazionale segnata da una drammatica corsa alla guerra e dal venir meno di qualsiasi tenuta delle fragili norme del diritto internazionale. Battere il governo nel referendum sarebbe una importante vittoria democratica e anche un tassello nella costruzione della opposizione sociale alle destre e dell’indispensabile movimento di massa contro il riarmo e la guerra. Riforma della giustizia o riforma della magistratura Il governo Meloni che ha promosso questa controriforma costituzionale credeva di poter ottenere nel referendum confermativo un facile cammino che rafforzasse la sua egemonia politica ed il suo potere aprendo la strada al suo successivo progetto di involuzione istituzionale, il premierato. Così non è stato. Il quadro politico sociale è risultato più articolato, con un parziale indebolimento degli assetti governativi e la crescente difficoltà della Meloni di surfeggiare nei rapporti internazionali e nelle scelte che [...]
checchino
Le guerre in Medio Oriente riguardano ancora il petrolio e l’impero
1 month 2 weeks ago
Gilbert Achcar spiega come il petrolio, il potere degli Stati Uniti e le rivalità regionali abbiano plasmato decenni di conflitti in Medio Oriente e perché il confronto con l’Iran rientri in un modello imperiale di lunga data e sostiene che la spiegazione risiede soprattutto nella posizione centrale della regione nell’economia petrolifera globale e nelle strategie delle grandi potenze che cercano di controllarla. Achcar discute la logica dell’intervento statunitense, i limiti dell’alleanza tra Stati Uniti e Israele, la strategia dell’Iran nel conflitto attuale e le conseguenze regionali dell’evoluzione della dottrina imperiale di Washington (da MPS) È impossibile parlare del Medio Oriente senza parlare di guerra. Probabilmente è la regione più devastata dalla guerra nel periodo successivo al 1945. Solo nell’ultimo decennio e mezzo, molte rivolte arabe sono degenerate in lunghe guerre civili. Per non parlare della guerra infinita di Israele contro i palestinesi. Perché pensi che la guerra sia così diffusa nella regione? Non c’è dubbio che la regione del Medio Oriente e del Nord Africa (Middle East and North Africa, MENA) sia, tra tutte le regioni del mondo, quella che ha registrato il maggior numero di conflitti armati dal 1945, con un numero impressionante di guerre interstatali e spedizioni straniere. Quest’ultima categoria [...]
loc
Per la sconfitta degli aggressori imperialisti! Basta con la guerra israelo-statunitense contro l’Iran!
1 month 2 weeks ago
Nel corso della seconda settimana della guerra israelo-statunitense contro l’Iran, la situazione si è aggravata. Ciò a seguito delle minacce di Trump di colpire ancora più duramente il Paese se questo dovesse continuare a controllare il flusso di petrolio nello Stretto di Ormuz. Dopo l’attacco di Trump contro il Venezuela, le sue minacce contro Cuba e la sua brama per la Groenlandia – senza dimenticare il genocidio in corso contro il popolo palestinese – questa nuova fase della sua ambizione imperialista costituisce una grave minaccia, in particolare per i popoli del Medio Oriente, ma anche ben oltre. L’aggressione contro l’Iran è direttamente collegata all’offensiva sionista contro la Palestina. Israele prosegue la sua offensiva contro Gaza e continua a bloccare l’ingresso degli aiuti umanitari. Israele ha inoltre intensificato le sue operazioni militari contro il Libano. I bombardamenti e gli ordini di evacuazione nel sud del paese hanno già causato centinaia di morti e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone. Tutto indica che il governo israeliano sta cercando di sfruttare la guerra regionale per consolidare il suo progetto strategico di un «Grande Israele». Dal 28 febbraio, la guerra israelo-statunitense contro l’Iran ha causato oltre 1.300 morti in Iran, tra cui [...]
loc
No a un’Europa in guerra. No al riarmo europeo!
1 month 2 weeks ago
Mozione approvata dal Comitato internazionale della Quarta Internazionale il 25 febbraio 2026 La crisi storica del capitalismo sta iniziando ad avere effetti visibili a tutti i livelli. I conflitti imperialisti e interimperialisti guidati dalle potenze regionali stanno portando a guerre aperte. L’attacco della Russia all’Ucraina sta alimentando la rimilitarizzazione della borghesia europea. La guerra genocida lanciata da Israele ha portato ad “accordi di pace” neocoloniali in Palestina, mentre l’imperialismo americano sta nuovamente ricorrendo alla coercizione militare in America Latina e praticando un blocco disumano contro Cuba. Ci sono altre guerre contro i popoli e le minoranze in Yemen, Birmania, Sudan, Congo, Siria e nel Sahel africano. Le azioni degli Stati Uniti, che hanno rapito Maduro e sua moglie in Venezuela e minacciato di invadere la Groenlandia nel gennaio 2026, contribuiscono alla destabilizzazione e alla convinzione che il riarmo sia necessario. La Quarta Internazionale e le sue sezioni rifiutano il concetto capitalista di “sicurezza” che richiede un dispiegamento ancora maggiore di armi di distruzione di massa. L’Europa è già fortemente militarizzata e sta vacillando a causa di anni di austerità e tagli ai servizi pubblici. Ma quando si tratta di soldi per l’industria degli armamenti, ce n’è più che a sufficienza [...]
loc
Che fare quando il mondo brucia
1 month 2 weeks ago
Gippò Mukendi racconta i lavori del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale Il Comitato Internazionale della QI è l’incontro politico annuale in cui si ritrovano le delegazioni delle organizzazioni e delle e dei militanti dei diversi paesi, dall’America Latina all’Asia, dagli USA all’Europa e al Medio Oriente per confrontarsi sulle esperienze delle lotte e dei movimenti contro le oppressioni delle classi lavoratrici e dei popoli e sulla ricerca delle alternative ecosocialiste contro le politiche guerrafondaie e distruttive e sociali del sistema capitalista. E’ uno degli strumenti politici con cui si prova a superare le strette finestre nazionali o anche regionali, ricercando una visione internazionalista del mondo la più ampia e solidale possibile.
azzmic
Se il conflitto fa scoppiare la bolla
1 month 2 weeks ago
di Emiliano Brancaccio (da il manifesto) «Gli investitori stanno giocando col fuoco». La metafora del magnate americano Warren Buffett descrive ormai, in modo letterale, il tumulto che attraversa le borse mondiali. Il gioco di moda tra gli speculatori, infatti, è la scommessa sulle conseguenze per i mercati dell’incendio della guerra scatenata da Usa e Israele all’Iran. L’azzardo che va per la maggiore riguarda la scelta del momento perfetto per realizzare le cosiddette vendite «allo scoperto». Queste operazioni consistono nel farsi prestare azioni, venderle quando i prezzi sono ancora relativamente alti, quindi attendere il crollo, ricomprarle a prezzi stracciati, restituirle ai prestatori e tenersi la differenza tra valore di vendita e di acquisto. Dalla puntata di George Soros contro la sterlina fino alla scommessa di Bill Ackman sulla crisi pandemica, simili giochi «ribassisti» possono fruttare svariati miliardi in poche manciate di giorni. L’aumento del prezzo del petrolio è una delle variabili chiave della partita. Per adesso il brent fa registrare incrementi fino al 50 percento. Già spaventano, eppure gli analisti li reputano ancora «moderati», per ragioni storiche: dalla prima guerra del Golfo del 1990 alla guerra in Ucraina del 2022, gli aumenti del greggio causati da conflitti militari sono stati spesso [...]
loc
Fermare la marcia verso la guerra: cessate il fuoco immediato, disarmo, non escalation in Medio Oriente e in Europa
1 month 2 weeks ago
Appello della campagna internazionale Stop Rearm Europe verso la manifestazione del 28 marzo a Roma contro i Re e le loro guerre. No Kings! Il mondo è sull’orlo del baratro. Mentre assistiamo alle devastanti conseguenze di una guerra di aggressione illegale contro l’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele e alla continua destabilizzazione del Medio Oriente, il pericolo di un conflitto più ampio e catastrofico non è mai stato così grave. Il ciclo di violenza deve finire. Chiediamo un cessate il fuoco immediato e permanente e un ritorno alla diplomazia. Questa crisi mette a nudo una cruda verità: il militarismo non offre soluzioni. Porta solo morte, distruzione e una maggiore instabilità. Eppure, di fronte a questi orrori, la risposta di capitali come Berlino, Bruxelles, Parigi e Londra non è quella di allentare la tensione, ma di segnalare l’intenzione di militarizzare ulteriormente e di unirsi alla guerra. Si tratta di una strada imprudente e pericolosa. Proprio per questo è così urgente opporsi ai massicci piani di riarmo dell’Europa. L’attuale febbre geopolitica viene utilizzata per giustificare un accumulo di armi senza precedenti, ma la storia è chiara: le corse agli armamenti non producono la pace, ma creano le condizioni per [...]
loc
8 marzo transfemminista contro guerra, patriarcato e capitalismo
1 month 3 weeks ago
Una guerra ormai globale che rischia di diventare irreversibile, scatenata con lucido e folle cinismo dai potenti del mondo, dalle oligarchie capitaliste che per mantenere profitti e potere sono disposti a qualsiasi genocidio ed ecocidio. Ormai sono cadute tutte le maschere: si bombarda l’Iran per avere un nuovo leader sottomesso a Trump e che non ostacoli i progetti di conquista di Netanyahu. Gli Epstein files che hanno mostrato con chiarezza il nesso perverso, violento e sistemico fra patriarcato e capitalismo fondato sul controllo e la mercificazione dei corpi di donne e bambine.In Italia il governo neofascista di Meloni che con molteplici, coordinati ed eversivi interventi legislativi ridisegna la costituzione, distrugge scuola e sanità pubblica e ogni forma di welfare, reprime ogni forma di dissenso e ogni lotta sociale colpendo donne, soggetti Lgbtqia+, giovani precari/e, migranti e classi lavoratrici. Nel nome di una società autoritaria che trova un trasversale fondamento ideologico nello slogan Dio Patria e Famiglia, ogni libertà e autodeterminazione dei corpi viene negata. Nella scuola si nega l’educazione sessuale ed affettiva, mentre si consente ai militari di propagandare modelli machisti e di magnificare il servizio di leva. Si tagliano i fondi ai centri antiviolenza e si depotenzia la legge [...]
azzmic
8 marzo: viva le donne in lotta contro l’estrema destra, contro la guerra e le oppressioni!
1 month 3 weeks ago
Mozione approvata dal Comitato Internazionale della Quarta Internazionale il 25 febbraio 2026 In tutto il mondo, le donne stanno creando reti di solidarietà, strumenti di protezione e denuncia contro tutte le forme di violenza, sia essa domestica, militare imperialista o fascista. Le donne stanno costruendo resistenze nei loro territori contro la fame, la povertà, le guerre, l’estrattivismo, il collasso climatico e la privazione dei diritti. È in questo contesto che si svolgerà la Giornata internazionale di lotta per i diritti delle donne, con l’occupazione delle strade e dei territori di tutto il mondo contro l’autoritarismo fascista. Marceremo ispirate dalle lotte antimperialiste, socialiste, antirazziste, antipatriarcali ed ecosocialiste di tutto il mondo. Le nostre voci risuoneranno contro i multimilionari e le loro società transnazionali che sfruttano sempre più il lavoro delle donne per aumentare i loro profitti. Per questo gridiamo forte e chiaro che tutte le vite e i beni comuni della natura valgono più dei profitti del capitale. Noi marceremo: – Contro l’imperialismo americano di Donald Trump, che perseguita gli immigrati, le persone di colore, le donne e la popolazione LGBTQIAPN+ negli Stati Uniti e nel mondo; – Contro il regime altrettanto misogino, omofobo e sanguinario di Putin e la sua [...]
loc
Referendum giustizia: video dell’assemblea a Torino con Alessandra Algostino e Franco Turigliatto
1 month 3 weeks ago
azzmic
Dirigenti di Acciaierie d’Italia: gli operai non sanno volare!
1 month 3 weeks ago
Un altro omicidio sul lavoro all’Ex Ilva di Taranto mentre la produzione langue e il ministro Urso non si muove. La mobilitazione degli operai. La solidarietà di Sinistra Anticapitalista [da Taranto, Francesco Maresca] È una vergogna assistere a una sequela di infortuni mortali quasi fotocopia. Per quanto ci è dato di sapere, ancora una volta una “passerella che cede”. Sembra una iattura ma, ovviamente non lo è. Nei decenni di esistenza dello stabilimento, altri casi analoghi sono avvenuti. Insomma, la produzione langue ma infortuni (non incidenti), non possono più essere catalogati come colposi. Quando casi di infortuni sono ripetuti, allora c’è il dolo, perché non si interviene sulle cause e non basta fare comunicati di doglianza. Perché, capi e dirigenti siete responsabili delle tragedie che avvengono. Cerchiamo di inquadrare quest’ultimo salto nel vuoto. All’operaio viene comandato di andare a togliere minerale, probabilmente, da sotto i rulli di un nastro trasportatore, che, per altro, è fermo da tempo. E perché è fermo? Perché la produzione è ridotta al minimo e due linee D e E, dell’Agglomerato sono troppe. Allora, che si fa? Lo si abbandona, non è importante curarlo, tenerlo pronto per eventuali necessità che la linea in marcia abbia qualche disservizio [...]
checchino
Checked
16 hours 53 minutes ago
:: Ecosocialista Femminista Rivoluzionaria ::
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