Sinistra Anticapitalista

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Roma: Una resistenza popolare – Storia di Bandiera Rossa

1 day 6 hours ago
𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞, 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟎𝟎, 𝐚𝐥 𝐂𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 (𝐕𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐋𝐚𝐭𝐢𝐧𝐢 𝟕𝟑-𝟕𝟓) Presentazione del Libro di Marco Trasciani “Una resistenza popolare : Storia di Bandiera Rossa” con l’autore saranno presenti: Alfonso Perrotta (storico); Alessandro Mazziotti (Archivio Orfeo Mucci). Seguirà lo spettacolo poetico musicale “La Grotta Rossa”, tratto dall’omonimo libro di Pino Mereu con Pino Mereu (voce recitante) e Alberto Popolla (clarinetti e basso). Successivamente: Annamaria Bruni (attrice teatrale) legge brani di donne curde, iraniane, afghane e palestinesi. In sala una mostra di alcuni testi posseduti dalla Biblioteca sulla Resistenza. Aperitivo a buffet a sottoscrizione! 𝐋𝐞 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐥𝐞 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚: 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐚𝐫𝐦𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐨𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐥𝐚𝐠𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐑𝐞. 𝐈𝐥 𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 – 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 – 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐦𝐞𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐧 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨. 𝐏𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐢𝐮𝐠𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐢 “𝐁𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐚”; 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐨 (𝐩𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚) “𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢” 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. [...]
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Dentro una fase di transizione incerta e pericolosa

1 day 13 hours ago
di Franco Turigliatto Siamo entrati in una fase di transizione terribile e drammatica, dagli esiti imprevedibili sul piano internazionale, segnata più che mai dagli interventi imperialisti USA  in Medio Oriente e dall’azione coloniale del governo sionista di Israele a Gaza, in Cisgiordania ed ora anche in Libano, in un alternarsi di false tregue e di ripresa violenta dei bombardamenti, mentre la guerra in Ucraina, innestata dall’aggressione russa del 2022, continua implacabile e non si vede uno spiraglio che porti almeno a una tregua. Ma è una fase di transizione anche molto delicata nel nostro paese, segnata da queste vicende internazionali, ma anche dagli sviluppi della situazione sociale, con le grandi mobilitazioni per la Palestina e contro la guerra e dalla sconfitta del governo nel referendum. La fase di transizione si esprime anche sul piano politico con le evidenti difficoltà del governo Meloni e delle forze della estrema destra, da alcune potenzialità positive, ma anche dalle debolezze strutturali dei partiti dell’opposizione istituzionale, per non parlare poi della radicale debolezza delle forze della sinistra alternativa; queste ultime sono deboli sul piano organizzativo, ma anche negli orientamenti politici strategici.   Sullo sfondo, decisivo, ma un po’ avvolto in una bruna, un movimento sociale [...]
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Dalla guerra fredda alla guerra bianca. Decadenza capitalista e imperialismi

3 days 10 hours ago
di Andreu Coll, da Viento Sur “Chi non vuole parlare di imperialismo dovrebbe tacere anche sulla questione del fascismo” Nicos Poulantzas L’attuale situazione politica è segnata da una crisi della civiltà capitalista come non se ne vedevano dalla mezzanotte del XX secolo. Sono passati appena 40 anni dalla crisi finale del socialismo reale e quasi 35 dalla trionfalistica fine della Storia proclamata da un propagandista del Dipartimento di Stato, che avrebbe dovuto sfociare in una vittoria perpetua, pacifica e felice del capitalismo liberale, dopo aver sconfitto prima il totalitarismo fascista e poi quello comunista. Invece di un momento Fukuyama, ciò che stiamo vivendo di recente è un’accelerazione caotica di una crisi sistemica multidimensionale del capitalismo, che affonda le sue radici in: Un’esplosione delle disuguaglianze sociali all’interno e tra i paesi come conseguenza della fuga in avanti neoliberista e di una crescente crisi dei sistemi rappresentativi e dei partiti tradizionali che hanno gestito la vita politica in ogni parte del mondo. Il caos climatico, la desertificazione e il crollo accelerato della biodiversità, con ripercussioni crescenti sull’economia (inflazione, distruzione delle infrastrutture, ecc.), sulla vita quotidiana (la sanità pubblica: Covid-19, problemi alimentari, diffusione del cancro…) e sulla mentalità dei popoli (ascesa dell’irrazionalismo e [...]
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La barbarica guerra di Trump contro l’Iran

1 week ago
di Dan La Botz La guerra di Trump contro l’Iran è barbarica, crudele, violenta; viene condotta senza la minima considerazione per milioni di persone che ne subiscono le conseguenze in Iran, nella regione e in tutto il mondo. La natura di questa guerra è emersa fin dal primo giorno, il 28 febbraio, quando gli Stati Uniti hanno bombardato una scuola a Minab, uccidendo circa 175 persone, tra cui 100 bambini. Gli attacchi contro i civili costituiscono crimini di guerra. Trump minaccia ora di commetterne ancora di più gravi. “Li riporteremo all’età della pietra”  Qualche giorno fa ha dichiarato: “Se, per qualsiasi motivo, non si raggiungerà rapidamente un accordo — cosa che probabilmente accadrà — e se lo Stretto di Ormuz non verrà immediatamente “aperto al traffico”, metteremo fine al nostro incantevole “soggiorno” in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i loro pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di desalinizzazione!), che finora abbiamo deliberatamente risparmiato.” In un commento particolarmente volgare, ha poi aggiunto: “Li riporteremo all’età della pietra, a cui appartengono.” L’Iran conta 93 milioni di abitanti, di cui oltre 24 milioni di bambini. Cosa ha fatto questo popolo [...]
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Ungheria e noi. Alcune considerazioni sulla sconfitta di Orban

1 week 1 day ago
di Fabrizio Burattini (da Refrattario e controcorrente) I risultati, ormai, sono definitivi. Il conservatore cattolico Peter Magyar, ex collaboratore di Viktor Orban passato all’opposizione, ha vinto le elezioni parlamentari in Ungheria tenutesi ieri, ottenendo una maggioranza qualificata di due terzi. Cosa che gli consentirà, se lo vorrà e se glielo lasceranno fare, di smantellare il sistema instaurato dall’ex presidente nazionalista filoputiniano, che ha riconosciuto la propria sconfitta. Le dichiarazioni trionfalistiche, visti i risultati, sono scontate: “Abbiamo liberato l’Ungheria”, ha proclamato in tarda serata Peter Magyar, durante gli affollatissimi festeggiamenti a Budapest, accolto dalle acclamazioni di decine di migliaia di persone, alcune delle quali hanno sparato fuochi d’artificio. “Insieme abbiamo abbattuto il regime di Orban. Abbiamo liberato l’Ungheria, abbiamo riconquistato la nostra patria”, ha aggiunto sventolando la bandiera ungherese. Secondo i risultati ufficiali, relativi ad oltre il 98% dei seggi, il partito di Magyar, Tisza ottiene 138 seggi su 199 con il 53,56% dei voti, contro i 55 seggi e il 37,86% dei voti per Fidesz, il partito di Orban. E questo anche grazie a un’affluenza record del 79,50%. Orban, come si diceva ha preso atto di risultati “dolorosi ma inequivocabili” e si è “congratulato il partito vincitore”. Al di là [...]
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Contratto scuola: di storico c’è solo l’impoverimento

1 week 1 day ago
di Danilo Corradi (da editorialedomani.it)  Altro che “aumenti”, la verità è uno storico impoverimento del mondo della scuola e del lavoro dipendente più in generale. Ho messo in ordine qualche numero e qualche idea per “Domani”. Il ministro Valditara ha annunciato la firma “storica” della parte economica del nuovo contratto del comparto Scuola per il triennio 2025-2027. 137 euro di aumento medio (al lordo) a cui togliere l’indennità di vacanza contrattuale già inserita in busta paga (25 euro medi), per un totale netto di circa 70 euro. Cosa c’è di “storico”? Il ministro ha sottolineato come questo “aumento” si cumuli ai rinnovi 2019-21 e 2022-24, portando nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola ben 395 lordi in media! Peccato che il ministro scordi il vero dato storico del nostro tempo: il ritorno dopo decenni di un’inflazione significativa. L’aumento dei prezzi rende fondamentale distinguere il salario nominale (aumentato di 395 euro lordi in 9 anni) dal salario reale (quello al netto dell’inflazione). Visto l’aumento dei prezzi posso comprare più o meno merci con quei 395 lordi in più in 9 anni? Facciamo qualche calcolo. Dal 2019 al 2027 (incluso l’ultimo rinnovo) il salario lordo del comparto scuola è aumentato [...]
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La Conferenza antifascista e antimperialista di Porto Alegre: grandi passi in avanti, sfide ed opportunità

1 week 6 days ago
La prima conferenza antifascista per la sovranità dei popoli costituisce un’esperienza unica; in nessun’altra parte del pianeta era mai stata portata a termine un’iniziativa del genere. Essa rappresenta un ampio fronte antifascista e antimperialista, che va ben oltre il quadro delle organizzazioni rivoluzionarie. Presenta tuttavia dei limiti, legati alle difficoltà incontrate dai movimenti di resistenza internazionalisti.   Manuel Rodriguez Banchs, Penelope Duggan,  Israel Dutra, Antoine Larrache, João Machado, Reymund de Silva ed Eric Toussaint, membri dell’Ufficio e del Comitato Internazionale  della Quarta Internazionale. Quasi 7.000 persone hanno partecipato alla manifestazione di apertura, con una presenza significativa delle organizzazioni della Quarta Internazionale. Abbiamo assistito allo stesso fervore militante dei Forum Sociali Mondiali al loro apice e del movimento contro la guerra del 2003, in cui migliaia di persone provenienti da contesti molto diversi si riuniscono e discutono di tutto. È in questo tipo di momenti militanti che si forgiano punti di vista condivisi e obiettivi comuni e che si forma la coscienza dell’avanguardia militante. Al di fuori del Brasile, la delegazione argentina era la più numerosa, con 200 persone, molte delle quali avevano viaggiato in pullman, compresi i nostri compagni di Marabunta. Sono arrivati compagni dall’Africa (Sudafrica, Mali, Congo, Kenya, Costa [...]
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Contro l’autoritarismo neofascista e tutti gli imperialismi

1 week 6 days ago
Dichiarazione della Quarta Internazionale alla Prima Conferenza internazionale antifascista per la sovranità dei popoli La Quarta Internazionale contribuisce sin dall’inizio alla costruzione della Conferenza antifascista per la sovranità dei popoli, un’iniziativa di grande importanza per le lotte attuali. Desideriamo tuttavia contribuire al dibattito presentando le nostre posizioni, in particolare la nostra visione dell’imperialismo e delle sfide attuali. Organizziamo inoltre una conferenza di presentazione del nostro Manifesto per una rivoluzione ecosocialista, che si terrà il 28 marzo alle ore 8:30 presso il Centro de Eventos Barros Cassal (R. Dr. Barros Cassal, 220B – Floresta, Porto Alegre). UNIAMO LA LOTTA ANTIFASCISTA IN AMERICA LATINA!  PER UN FRONTE ANTIFASCISTA E ANTI-IMPERIALISTA MONDIALE! Il secondo mandato di Donald Trump, con il suo programma di estrema destra, ha segnato una svolta nella situazione internazionale. Nel suo desiderio di riaffermare un’egemonia indebolita quanto la sua economia, calpesta la Carta delle Nazioni Unite e la sovranità dei popoli con una politica estera di ricolonizzazione e bellica. Insieme al suo complice nei massacri Netanyahu, Trump bombarda l’Iran per garantirsi il dominio totale sul mercato del petrolio e del gas. Questo dopo il genocidio del popolo di Gaza, l’invasione del Venezuela, il tentativo di strangolare Cuba e le minacce [...]
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Dichiarazione di Porto Alegre: unità contro il fascismo e per la sovranità dei popoli

1 week 6 days ago
Dalla CONFERENZA ANTIFASCISTA E PER LA SOVRANITA’ DEI POPOLI   Riuniti a Porto Alegre — città simbolo delle lotte internazionali, ricca di importanti tradizioni e aspirazioni democratiche — migliaia di attivisti provenienti da oltre quaranta paesi dei cinque continenti celebrano la nostra unità nella diversità, cercando di portare avanti l’organizzazione della resistenza e la lotta contro le diverse forme di fascismo, l’estrema destra e l’imperialismo nella sua fase più aggressiva. Nel corso di questa stessa settimana si è svolta la carovana Nuestra América verso Cuba; più di un milione di persone sono scese in piazza in Argentina, lottando per la memoria e contro Milei; centinaia di migliaia hanno partecipato alla mobilitazione antifascista nel Regno Unito e, soprattutto, alla grande e storica manifestazione «No Kings» negli Stati Uniti, dove milioni di americani si sono riuniti in centinaia di città, dichiarando ancora una volta Trump nemico dell’umanità. Il sistema capitalista-imperialista sta attraversando una profonda crisi e un marcato declino economico, sociale e morale. La risposta delle potenze imperialiste a questo declino è stata la promozione del fascismo ovunque, l’imposizione di politiche neoliberiste, le aggressioni militari contro le nazioni più deboli e la loro ricolonizzazione. In ogni paese, le minacce fasciste e neoliberiste [...]
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Far vivere lo spirito del 28 marzo nei territori

3 weeks 1 day ago
di Franco Turigliatto La grande e bella manifestazione del 28 marzo (superiore alle aspettative degli stessi organizzatori) segna un altro passo avanti nel processo di resistenza e di riorganizzazione del movimento sociale e politico (inteso in senso largo) contro il governo dell’estrema destra, ma più in generale contro le dinamiche violente del sistema capitalista e le scelte dei suoi gestori, siano essi le elites borghesi presunte liberali, o direttamente le forze reazionarie e fasciste. Arriva a pochi giorni dalla importante sconfitta inflitta al governo Meloni nel referendum istituzionale, un successo trainato dalle donne e dai giovani, dalle città, dal Sud e dai quartieri popolari, un segnale incoraggiante delle potenzialità alternative, democratiche, partecipative, solidaristiche presenti nel paese. Le ragioni di un successo La composizione grande ed articolata della manifestazione coi suoi diversi e plurimi soggetti, reti, comitati, centri sociali, movimenti, movimento LGBTQIA+, forze politiche della sinistra, indica la possibilità di cominciare a cambiare i rapporti di forza tra le classi, anche se il futuro è ancora molto incerto, il percorso quanto mai difficile e le forze degli avversari diretti, oltre che dei falsi amici, ancora intatte, ben decise a reagire con i tanti mezzi a loro disposizione ed incattivite dalla sconfitta [...]
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Il cappio israeliano: sì alla pena di morte, solo per i palestinesi

3 weeks 1 day ago
di Eliana Riva (da il manifesto) Violenza e suprematismo sono i due principi fondamentali su cui si regge la legge approvata ieri dal parlamento israeliano. Quel cappio che i deputati e le deputate hanno esibito con orgoglio dai banchi della Knesset è il sigillo legale di un sistema che valuta le vite dei palestinesi meno di niente e che, soprattutto, attribuisce allo Stato ebraico un primato etico tale da permettergli di formulare norme rimanendone però immune. LA LEGGE CHE PREVEDE la pena di morte per i palestinesi rappresenta una conquista personale per il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, esponente dell’estrema destra e leader del partito Potere ebraico, che distribuisce armi a coloni e residenti di Gerusalemme, ma solo nei quartieri ebraici. Ha portato avanti sui social e nelle strade una campagna elettorale violentissima, promettendo morte ovunque si trovasse. Ha inondato i social di video in cui parla di affogare, strangolare, folgorare, avvelenare i «terroristi». È così che figure come Ben Gvir chiamano i palestinesi. La norma, approvata con 62 voti favorevoli e 48 contrari, prevede l’impiccagione. Mira non solo a consentire, ma a obbligare i tribunali che giudicano i palestinesi a pronunciare la condanna a morte. Formalmente Israele [...]
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Il voto popolare boccia il progetto eversivo della destra

4 weeks 1 day ago
Ora mobilitiamoci per rovesciare il Governo, fermare la guerra e il riarmo, riconquistare i diritti civili e sociali sottratti alla classe lavoratrice! Comunicato della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista Il risultato del voto referendario boccia sonoramente il disegno eversivo del Governo Meloni. I 15 milioni di NO al referendum confermativo (il 53,5%) hanno prevalso per oltre 2 milioni di voti e con uno scarto di sette punti percentuali sui SI.  L’affluenza al voto del 59% degli elettori e delle elettrici segna una discontinuità rispetto alla tendenza all’astensione, in particolare in occasione delle ultime consultazioni referendarie. I soli voti del NO corrispondono grossomodo al totale dei votanti ai referendum proposti dalla Cgil nel 2025 su precarietà, appalti e cittadinanza. Ovviamente ha contribuito in modo decisivo a questo risultato la chiamata alle armi fatta dalla campagna per il SI, in particolare dalle forze politiche della destra. Il risultato però ha ribaltato le previsioni politiche della maggioranza di destra, che ha voluto fortemente questo referendum sicura della propria vittoria. La riforma costituzionale del CSM è stata varata dal Consiglio dei ministri e votata senza neanche un emendamento approvato nelle due letture parlamentari. Nella seconda votazione la riforma della Costituzione è stata approvata con [...]
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Mobilitazione contro il G7 del 13-14 luglio

1 month ago
Comitato Internazionale della Quarta Internazionale 16 marzo 2026 Dal 15 al 17 giugno 2026, a Évian, i rappresentanti delle principali potenze imperialiste si riuniranno per difendere un unico obiettivo: preservare l’ordine capitalista mondiale. Il G7 non è altro che il consiglio di amministrazione politico delle multinazionali, delle banche e delle industrie degli armamenti. In un contesto di crisi strutturale del capitalismo, vogliono  mantenere le posizioni delle classi dominanti aumentando lo sfruttamento dei lavoratori, la repressione dei movimenti sociali, generalizzando la militarizzazione del mondo, accentuando il saccheggio neocoloniale del Sud del mondo con la conseguenza dell’esacerbazione delle disuguaglianze su scala mondiale e l’accelerazione del disastro climatico. La loro «transizione ecologica» è un greenwashing al servizio del profitto. La loro «democrazia» si ferma quando la lotta di classe diventa troppo aspra. La loro «sicurezza» significa violenze di polizia, frontiere letali e criminalizzazione delle solidarietà. Con l’avvicinarsi del vertice, il divieto di manifestare annunciato dal governo francese conferma una cosa: di fronte alla contestazione, lo Stato borghese mostra il suo vero volto. Non riconosciamo alcuna legittimità a questo vertice. Contestiamo il loro ordine sociale. Il 13 e 14 giugno 2026, a Ginevra e nella regione di confine, in un quadro unitario ampio, si [...]
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Mobilitare le persone ordinarie contro l’imperialismo e il fascismo

1 month ago
I CONFERENZA INTERNAZIONALE ANTIFASCISTA 26-29 marzo 2026 PORTO ALEGRE – BRASILE Programma completo Intervista a Gabi Tolotti dirigente del PSOL brasiliano raccolta e tradotta da Luc Mineto il 17 febbraio 2026 La presidente del PSOL-Rio Grande do Sul illustra il contesto politico in cui si sta preparando la conferenza. Dal 26 al 29 marzo, la città di Porto Alegre, nel sud del Brasile, ospiterà la prima Conferenza internazionale antifascista per la sovranità dei popoli. Come è nata l’idea di organizzare questa conferenza internazionale? Ci troviamo al centro di un intenso dibattito sul futuro del mondo: il popolo brasiliano ha attraversato il tragico mandato del governo Bolsonaro, ha affrontato il suo progetto autoritario e ne ha tratto insegnamento. Dopo un’intensa mobilitazione sociale e politica, Bolsonaro ha subito una sconfitta elettorale. Ma il bolsonarismo è ancora presente nella società. E non si tratta solo di un problema brasiliano, ma di un problema che riguarda gli interessi della classe operaia e dei popoli di tutto il mondo. L’estrema destra governa o è in procinto di accedere al potere in quasi tutta Europa. Altrove, mostra la sua forza e mette sotto pressione i governi che si definiscono democratici e popolari, così come i vari [...]
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Migranti: l’Unione Europea vara la sua ICE, sul modello trumpiano

1 month ago
di Andrea Martini La Commissione Libe dell’europarlamento (“libe” starebbe per “libertà civili”, sic!) ha approvato qualche giorno fa la proposta del nuovo testo del “regolamento” che aumenta la possibilità di detenere, deportare e sorvegliare i migranti. Il passo successivo nel percorso di approvazione delle norme sarà il confronto con il Consiglio della UE. Il testo prevede: deportazioni verso paesi terzi con i quali le persone non hanno legami; detenzione in centri di rimpatrio anche al di fuori del territorio UE senza alcuna garanzia di rispetto dei diritti (“modello Albania”); controlli a tappeto (retate con profilazione razziale); estensione dei periodi di detenzione amministrativa fino a 24 mesi, anche per minori e soggetti vulnerabili; limitazione delle possibilità di ricorso, con termini brevi e mancata sospensione dell’esecuzione dell’espulsione; perquisizioni in abitazioni private (home raids) e altri “locali pertinenti” (qui il modello è quello dell’ICE di Trump); obblighi di segnalazione anche per addetti ai servizi pubblici (ad esempio, ospedali e medici di base). Si tratta di un progetto che prevede un’ulteriore e gravissima limitazione per i diritti delle e dei migranti, e di una legittimazione comunitaria della demagogia con cui la destra (vedi Italia, ma non solo) indica negli stranieri un comodo pretesto per [...]
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Votare NO per difendere le norme democratiche della Costituzione

1 month ago
Per costruire l’opposizione sociale alle destre e alla guerra di Franco Turigliatto Il voto referendario del 22-23 marzo ha assunto una forte rilevanza politica e democratica, sia per la natura delle norme sottoposte al giudizio popolare, sia per il contesto politico complessivo che si è determinato nel paese, per non parlare di una situazione internazionale segnata da una drammatica corsa alla guerra e dal venir meno di qualsiasi tenuta delle fragili norme del diritto internazionale. Battere il governo nel referendum sarebbe una importante vittoria democratica e anche un tassello nella costruzione della opposizione sociale alle destre e dell’indispensabile movimento di massa contro il riarmo e la guerra. Riforma della giustizia o riforma della magistratura  Il governo Meloni che ha promosso questa controriforma costituzionale credeva di poter ottenere nel referendum confermativo un facile cammino che rafforzasse la sua egemonia politica ed il suo potere aprendo la strada al suo successivo progetto di involuzione istituzionale, il premierato. Così non è stato. Il quadro politico sociale è risultato più articolato, con un parziale indebolimento degli assetti governativi e la crescente difficoltà della Meloni di destreggiarsi nei rapporti internazionali e nelle scelte che ne conseguono. Il risultato elettorale sembra essere diventato più incerto, per [...]
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Al referendum e poi in piazza: un No per fermare la svolta autoritaria

1 month ago
Votare no per difendere le norme democratiche della costituzione per costruire l’opposizione sociale alle destre e alla guerra ➽ di Franco Turigliatto ★ Il voto referendario del 22-23 marzo ha assunto una forte rilevanza politica e democratica, sia per la natura delle norme sottoposte al giudizio popolare, sia per il contesto politico complessivo che si è determinato nel paese, per non parlare di una situazione internazionale segnata da una drammatica corsa alla guerra e dal venir meno di qualsiasi tenuta delle fragili norme del diritto internazionale. Battere il governo nel referendum sarebbe una importante vittoria democratica e anche un tassello nella costruzione della opposizione sociale alle destre e dell’indispensabile movimento di massa contro il riarmo e la guerra. Riforma della giustizia o riforma della magistratura Il governo Meloni che ha promosso questa controriforma costituzionale credeva di poter ottenere nel referendum confermativo un facile cammino che rafforzasse la sua egemonia politica ed il suo potere aprendo la strada al suo successivo progetto di involuzione istituzionale, il premierato. Così non è stato. Il quadro politico sociale è risultato più articolato, con un parziale indebolimento degli assetti governativi e la crescente difficoltà della Meloni di surfeggiare nei rapporti internazionali e nelle scelte che [...]
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Le guerre in Medio Oriente riguardano ancora il petrolio e l’impero

1 month 1 week ago
Gilbert Achcar spiega come il petrolio, il potere degli Stati Uniti e le rivalità regionali abbiano plasmato decenni di conflitti in Medio Oriente e perché il confronto con l’Iran rientri in un modello imperiale di lunga data e sostiene che la spiegazione risiede soprattutto nella posizione centrale della regione nell’economia petrolifera globale e nelle strategie delle grandi potenze che cercano di controllarla. Achcar discute la logica dell’intervento statunitense, i limiti dell’alleanza tra Stati Uniti e Israele, la strategia dell’Iran nel conflitto attuale e le conseguenze regionali dell’evoluzione della dottrina imperiale di Washington (da MPS) È impossibile parlare del Medio Oriente senza parlare di guerra. Probabilmente è la regione più devastata dalla guerra nel periodo successivo al 1945. Solo nell’ultimo decennio e mezzo, molte rivolte arabe sono degenerate in lunghe guerre civili. Per non parlare della guerra infinita di Israele contro i palestinesi. Perché pensi che la guerra sia così diffusa nella regione? Non c’è dubbio che la regione del Medio Oriente e del Nord Africa (Middle East and North Africa, MENA) sia, tra tutte le regioni del mondo, quella che ha registrato il maggior numero di conflitti armati dal 1945, con un numero impressionante di guerre interstatali e spedizioni straniere. Quest’ultima categoria [...]
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Per la sconfitta degli aggressori imperialisti! Basta con la guerra israelo-statunitense contro l’Iran!

1 month 1 week ago
Nel corso della seconda settimana della guerra israelo-statunitense contro l’Iran, la situazione si è aggravata. Ciò a seguito delle minacce di Trump di colpire ancora più duramente il Paese se questo dovesse continuare a controllare il flusso di petrolio nello Stretto di Ormuz. Dopo l’attacco di Trump contro il Venezuela, le sue minacce contro Cuba e la sua brama per la Groenlandia – senza dimenticare il genocidio in corso contro il popolo palestinese – questa nuova fase della sua ambizione imperialista costituisce una grave minaccia, in particolare per i popoli del Medio Oriente, ma anche ben oltre. L’aggressione contro l’Iran è direttamente collegata all’offensiva sionista contro la Palestina. Israele prosegue la sua offensiva contro Gaza e continua a bloccare l’ingresso degli aiuti umanitari. Israele ha inoltre intensificato le sue operazioni militari contro il Libano. I bombardamenti e gli ordini di evacuazione nel sud del paese hanno già causato centinaia di morti e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone. Tutto indica che il governo israeliano sta cercando di sfruttare la guerra regionale per consolidare il suo progetto strategico di un «Grande Israele». Dal 28 febbraio, la guerra israelo-statunitense contro l’Iran ha causato oltre 1.300 morti in Iran, tra cui [...]
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No a un’Europa in guerra. No al riarmo europeo!

1 month 1 week ago
Mozione approvata dal Comitato internazionale della Quarta Internazionale il 25 febbraio 2026 La crisi storica del capitalismo sta iniziando ad avere effetti visibili a tutti i livelli. I conflitti imperialisti e interimperialisti guidati dalle potenze regionali stanno portando a guerre aperte. L’attacco della Russia all’Ucraina  sta alimentando la rimilitarizzazione della borghesia europea. La guerra genocida lanciata da Israele ha portato ad “accordi di pace” neocoloniali in Palestina, mentre l’imperialismo americano sta nuovamente ricorrendo alla coercizione militare in America Latina e praticando un blocco disumano contro Cuba. Ci sono altre guerre contro i popoli e le minoranze in Yemen, Birmania, Sudan, Congo, Siria e nel Sahel africano. Le azioni degli Stati Uniti, che hanno rapito Maduro e sua moglie in Venezuela e minacciato di invadere la Groenlandia nel gennaio 2026, contribuiscono alla destabilizzazione e alla convinzione che il riarmo sia necessario.  La Quarta Internazionale e le sue sezioni rifiutano il concetto capitalista di “sicurezza” che richiede un dispiegamento ancora maggiore di armi di distruzione di massa. L’Europa è già fortemente militarizzata e sta vacillando a causa di anni di austerità e tagli ai servizi pubblici. Ma quando si tratta di soldi per l’industria degli armamenti, ce n’è più che a sufficienza [...]
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23 hours 46 minutes ago
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