Controrivoluzione moderna e fascismo
13 hours 11 minutes ago
di Norbert Holcblat (da Alencontre) Sono ben conosciute le prime parole del Manifesto del Partito Comunista: «Uno spettro si aggira per l’Europa». Oggi, due «spettri» dotati di una realtà concreta sembrano aggirarsi nel mondo capitalista e pesare sul destino dell’umanità: Donald Trump e l’intelligenza artificiale (IA). Come si relazionano tra loro? Verso quale mondo potrebbero condurci? Sono numerosi i termini utilizzati per definire il periodo che stiamo attraversando. In un recente testo, lo storico Quin Slobodian e lo scrittore Ben Tarnoff ne elencano molti: “Sono state proposte diverse visioni e diversi inquadramenti concorrenti. Si è parlato così di capitalismo di Stato, capitalismo della catastrofe, capitalismo delle piattaforme, capitalismo dei colli di bottiglia, capitalismo avvoltoio, capitalismo a ragnatela, capitalismo arcipelagico, capitalismo dei gestori patrimoniali, capitalismo della sorveglianza, e persino di capitalismo del collasso. I teorici hanno suggerito che viviamo nell’era del neofeudalismo, del tecno-feudalismo, del tecno-libertarismo, del tecno-autoritarismo, del tecno-populismo, del tecno-fascismo, del fascismo della fine dei tempi, del neofascismo, del fascismo neoliberista, del post-neoliberismo, del paleopopulismo, del neopatrimonialismo, dell’iperpolitica e della geoeconomia.” [1] Da parte loro, questi due autori propongono il termine «muskismo» (che meriterebbe una discussione). Il numero di questi termini riflette forse una sorta di smarrimento di fronte [...]
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Trumponomics: verso un regime di accumulazione neoimperialista e tecnoreazionario, che unisce imprese e Stato?
13 hours 24 minutes ago
di Daniel Albarracín e Manuel Garí (da Viento Sur) 1. Il leone che si sente con le spalle al muro è più pericoloso. In questa fase di crisi capitalista, che coincide con il declino dell’egemonia statunitense, la violenza dell’amministrazione Trump ha infranto il quadro socio-storico della globalizzazione liberale multilaterale. Il governo americano sta cercando di imporre unilateralmente, con la forza e il ricatto, nuove regole per sé stesso, per i propri vassalli e per le colonie che aspira a conquistare, con l’obiettivo di conservare il proprio potere imperiale, almeno nel continente americano e in Europa, di fronte al sorpasso delle potenze emergenti. Dopo un primo mandato, Trump, rappresentante del potere delle grandi imprese private, dei giganti della tecnologia e dei gruppi ultraconservatori autoritari, è tornato al potere e ha attuato il suo programma massimalista, incarnato nella sua Strategia di sicurezza nazionale, sia contro il «nemico interno» che contro i suoi avversari stranieri. In un mondo multipolare caratterizzato da tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti cercano di consolidare l’egemonia del dollaro, di espandere lo «spazio vitale» dell’impero economico e territoriale yankee e di appropriarsi delle risorse altrui per il proprio progetto neoimperialista e tecno-industriale. Dopo aver calpestato i principi più fondamentali [...]
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Sul concetto di imperialismo e la sua storia
13 hours 29 minutes ago
di Ana Cristina Carvalhaes (da Inprecor) Nell’era di Trump, caratterizzata dalla competizione con una Cina in piena ascesa e dalla guerra di invasione condotta dalla Russia contro l’Ucraina, è utile tornare sul concetto di imperialismo – che alcuni, talvolta persino progressisti, si ostinano a disprezzare, in particolare nei paesi… imperialisti. L’idea è quella di ricordarne l’origine e alcune delle controversie e dei dibattiti più importanti relativi a questo fenomeno economico, politico e militare, affinché siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda concettuale. Comprendere di cosa stiamo parlando ci aiuta ad affrontare le discussioni attuali in questo periodo di grandi sconvolgimenti che sta attraversando il sistema internazionale: perché la svolta bellicista e neocoloniale degli Stati Uniti; qual è il grado di radicalità dei cambiamenti nell’imperialismo egemonico con l’estrema destra al potere alla Casa Bianca; quale ruolo svolgono attualmente la Cina e la Russia e come caratterizzarle. (Si veda, sulla Cina e la Russia, l’articolo di Peter Drucker: Gli scontri interimperialisti e i loro limiti.) Il carattere internazionale, planetario, dell’espansione capitalista è stato sottolineato fin dall’inizio e in modo esplicito nel Manifesto del Partito Comunista del 1848. Nel Capitale, analizzando il modello capitalista inglese per comprendere il funzionamento e le regole generali del [...]
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Canicola e strategia politica
13 hours 44 minutes ago
di Daniel Tanuro (da MPS) Sebbene l’ecosocialismo abbia compiuto progressi significativi nella sua capacità di offrire un’alternativa completa per la società, i suoi sostenitori devono ancora dimostrare di essere capaci di impegnarsi in politica, ovvero di lottare per il potere. La sfida è considerevole, perché non si tratta chiaramente di conquistare il potere all’interno della struttura istituzionale borghese. Si tratta di lottare per una rottura di classe che implichi una ridefinizione del potere al servizio degli sfruttati e degli oppressi, nel rispetto dei limiti ecologici. Una delle principali sfide di questa impresa consiste nel superare la maggior parte dei limiti ecologici del pianeta. Di conseguenza, una rottura anticapitalista implica necessariamente una riduzione del consumo energetico complessivo, della produzione di materiali e dei trasporti. Tuttavia, questo vincolo è impopolare tra i lavoratori perché, nel capitalismo, la crescita determina l’occupazione, i salari, i benefici sociali e così via. Le ondate di calore di questa estate 2026 potrebbero cambiare tutto. Ampi segmenti della popolazione hanno percepito il pericolo del cambiamento climatico. Tuttavia, la minaccia del cambiamento climatico, per sua natura esistenziale, trascende le preoccupazioni socio-economiche e tende a rivelare l’assurdità della logica capitalista che priva i lavoratori del loro lavoro e della loro vita. La consapevolezza potrebbe diminuire. Ma questa battuta [...]
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Torino: Seminario di Marco Meotto sull’Iran
4 days 12 hours ago
Pubblichiamo il video del seminario sull’Iran svolto da Marco Meotto al circolo di Sinistra Anticapitalista di Torino il 12 giugno 2026
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TAV: Quelli che seminano vento…
5 days 13 hours ago
di Marco Revelli (da Volere la luna) Quelli che seminano vento… e raccolgono tempesta. Quelli che devastano interi territori e accusano chi gli resiste di devastazione. Quelli che preparano la guerra e accusano gli altri di essere violenti. Quelli che accusano di terrorismo gli indignati che protestano, essendo loro, i potenti d’ogni colore, terrorizzati all’idea che la gente capisca i loro giochi perversi, e reagisca. Di questa immensa esibizione d’ipocrisia, di cui è zeppa l’immagine del mondo nella sua attuale caduta agli inferi, la vicenda ormai multi-decennale del TAV in Valle Susa ci offre una perfetta sintesi, esemplare per unità di spazio (il cantiere di Chiomonte e le sue metastasi nei dintorni) e di tempo (sabato 25 luglio). Lo sanno tutti che quello è il giorno del furore, in cui la Valle presenta il conto per le infinite ingiurie, ferite e vessazioni che ha ricevuto e continua a ricevere. Ogni anno la cosa si ripete, come le fasi lunari o le maree. E ogni volta ecco tutti gli opinionisti di sistema e i politici rigorosamente bipartisan a strapparsi le vesti per l’”intollerabile sfida alla legalità”, l’inusitato livello di violenza, l’entità dei danni alle attrezzature, i contusi tra le forze dell’ordine [...]
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Genova futuro anteriore
6 days 11 hours ago
Report assemblea nazionale Genova 18 luglio 2026 No Kings non è nata come una sigla da aggiungere alle altre, ma come uno spazio politico da aprire. Ha preso forma dall’incontro tra Stop Rearm Europe e la Rete contro il decreto sicurezza, è cresciuta a Bologna e ha attraversato Roma, procedendo senza una strada già tracciata: camminando domandando. A Genova, il 18 luglio 2026, abbiamo raccolto una nuova sfida: fare delle nostre differenze una forza comune, costruendo uno spazio per alimentare il conflitto e costruire un’alternativa sistemica; difendere il lavoro e i suoi diritti; agire insieme nei territori, in Italia e in Europa, e unendoci a quanti, nel mondo, cercano alternative ai re. Spetta a noi mantenere aperto questo spazio e passare dalla convergenza ad un laboratorio permanente per la democrazia, oltre la fine della democrazia liberale. L’ultima assemblea ha segnato proprio tale passaggio. Attraverso le risonanze, ma anche le rotture con il passato, abbiamo iniziato ad affiancare a No Kings qualcosa di più: la ricerca e la pratica ostinata di una nuova democrazia radicale. Conflitto e Democrazia, praticati e difesi dai luoghi di lavoro alle fabbriche alle città; lotta e progetto; sabotaggio dei re e meticciato delle differenze: sono alcune [...]
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Di fronte alla crudeltà delle frontiere, solidarietà internazionalista e di classe!
1 week 2 days ago
Comunicato di Anticapitalistas, la sezione della IV Internazionale dello stato spagnolo, in merito agli eventi di Ceuta Con il passare delle ore, la tragedia di Ceuta assume proporzioni sempre più gravi. Si parla già di oltre 90 morti e il numero è destinato ad aumentare nelle prossime ore. Questo è il primo punto che vogliamo sottolineare: la crudeltà del sistema di frontiera nel Nord Africa si traduce nella perdita di vite umane tra le fasce più povere e indifese della popolazione mondiale. Di fronte all’indifferenza e alla disumanizzazione che questo sistema ci impone, dobbiamo chiarire che si tratta, prima di tutto, di una tragedia ingiusta che si abbatte sulle vite umane. Queste morti si aggiungono così a quelle di centinaia di persone che ogni anno perdono la vita nella fossa comune in cui è stato trasformato il Mar Mediterraneo. Un sistema di frontiere promosso dall’UE e dallo Stato spagnolo, di cui lo Stato del Marocco è complice. È ovvio che il regime alawita e l’oligarchia che governa il Marocco abbiano una grande responsabilità in questa tragedia. Sfruttano la drammatica situazione in cui tengono il proprio popolo a proprio vantaggio, stimolando determinati movimenti in funzione dei propri interessi. I suoi legami [...]
checchino
Antirazzismo, dalla regolarizzazione all’organizzazione
1 week 2 days ago
Il compito della sinistra rivoluzionaria e internazionalista non consiste solo nell’ampliare i diritti, ma nel costruire quella forza sociale in grado di trasformare i rapporti di potere su cui si regge il capitalismo ★ Iosu del Moral, Antikapitalistak Euskal★ La recente regolarizzazione di decine di migliaia di migranti nello Stato spagnolo costituisce, senza dubbio, una buona notizia. Per coloro che per anni sono rimasti intrappolati nell’economia sommersa, privati dei diritti e condannati a un’esistenza amministrativa invisibile, ottenere un permesso di soggiorno significa smettere di essere un fantasma per lo Stato. Significa poter accedere a un lavoro con maggiori garanzie, affittare un alloggio o esercitare diritti che non avrebbero mai dovuto dipendere da un documento. Ogni estensione dei diritti per la classe lavoratrice merita di essere difesa. Tuttavia, sarebbe un errore politico fermarsi qui nell’analisi. La regolarizzazione è una conquista, ma non una soluzione. È l’inizio di un compito molto più ambizioso. La sinistra rivoluzionaria non può accontentarsi del fatto che una parte di coloro che ieri erano considerati «clandestini» oggi entri a far parte della forza lavoro legalmente sfruttabile. La domanda veramente importante non è quante persone ottengano i documenti, ma cosa succeda dopo. Perché il problema non è mai [...]
checchino
Ceuta: i nostri giovani annegano in mare, urgente un’alternativa sociale globale
1 week 3 days ago
Cresce il bilancio provvisorio dei migranti uccisi a Ceuta. L’estrema destra spagnola ed europea passa all’offensiva di fronte alla situazione nell’exclave. Pubblichiamo due articoli prodotti da nostri compagni marocchini e dello stato spagnolo L’articolo di poderpopular.info/, il sito di informazione di Anticapitalistas Sono già almeno 18 le persone ritrovate morte nelle acque di Ceuta, annegate nel tentativo di attraversare il frangiflutti che separa il territorio marocchino da quello della città autonoma di Ceuta. Di fronte all’arrivo di diverse decine di migliaia di persone, l’estrema destra spagnola e internazionale non ha esitato a invocare la «lotta contro l’invasione marocchina»; si moltiplicano gli appelli affinché i militari e le forze dell’ordine sparino per uccidere queste persone, mentre iniziano a diffondersi le persecuzioni razziste. I social media, dalla notte scorsa, sono diventati il megafono delle rivolte fasciste. Da giovedì pomeriggio si susseguono video di persecuzioni contro persone dai tratti africani per le strade di Ceuta. L’estrema destra non ha esitato a sfruttare politicamente il momento per esaltare il razzismo. «Sono uomini in età militare», ha sottolineato fin dalle prime ore Santiago Abascal, leader di Vox, fomentando così le tensioni militariste. «Tutti avranno la paghetta e lo stato sociale a loro spese», ha incitato [...]
checchino
Le potenti resistenze popolari interne negli Stati Uniti contro Trump
1 week 6 days ago
Nel corso del suo primo mandato (2017-2021), così come del suo secondo mandato iniziato nel gennaio 2025, Trump ha dovuto affrontare resistenze interne di notevole entità [Éric Toussaint su El Salto] Uno degli elementi essenziali per comprendere la politica internazionale di Donald Trump è non considerare gli Stati Uniti come un blocco omogeneo che sostiene il proprio presidente. Nel corso del suo primo mandato (2017-2021), così come del suo secondo mandato iniziato nel gennaio 2025, Trump ha dovuto affrontare resistenze interne di notevole entità. Queste resistenze hanno assunto molteplici forme: mobilitazioni di massa, azioni sindacali, campagne elettorali, movimenti di solidarietà internazionale, disobbedienza civile e l’emergere di candidature di sinistra in alcune grandi città. Queste lotte sono riuscite in alcune occasioni a frenare, modificare o delegittimare determinate politiche di Trump. Hanno inoltre messo in luce l’esistenza, all’interno stesso della società statunitense, di un profondo conflitto tra un progetto autoritario, nazionalista e reazionario, e le aspirazioni democratiche, egualitarie e internazionaliste. Le mobilitazioni delle donne per il diritto all’aborto Fin dall’arrivo di Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2017, milioni di donne hanno manifestato nell’ambito della Marcia delle Donne (Women’s March), organizzata all’indomani del suo insediamento. Questo movimento ha rappresentato una delle mobilitazioni più importanti della [...]
checchino
La favola tragica del riarmo a costo zero che strozza i conti per un decennio
1 week 6 days ago
Alleanze atlantiche Come in un tetro copione shakespeariano, la corsa al riarmo dell’Italia prosegue inarrestabile. Un editoriale di Emiliano Brancaccio da il manifesto Come in un tetro copione shakespeariano, la corsa al riarmo dell’Italia prosegue inarrestabile. Per bocca del ministro Tajani, il governo abbandona le vecchie ritrosie e dichiara l’adesione al fondo “Safe” con una richiesta di prestito di 14,9 miliardi destinati al riarmo. È l’ultimo anello di una ferrea catena di eventi passata per l’impegno assunto dalla premier ad Ankara, con Trump e gli alleati Nato: elevare la spesa militare al 5 percento del Pil. L’obiettivo implicherà un enorme carico per il bilancio pubblico. Se dunque i prestiti europei possono alleviare lo sforzo, sarà bene smettere di indugiare e chiederli subito. Così, dopo Polonia, Cipro, Lituania, Croazia e Grecia, l’Italia si inserisce nel gruppo di testa dei paesi che hanno scelto di indebitarsi con l’Europa per armarsi. I guerrafondai nostrani festeggiano e ci rassicurano. A loro avviso, il ricorso al prestito “Safe” è estremamente vantaggioso e dimostra pure che non c’è nessuna scelta politica da compiere tra burro e cannoni: per finanziare il riarmo non serviranno nuovi tagli alla sanità, alla scuola o allo stato sociale. Nel campionario di falsità dei [...]
checchino
No Tav. Guardare il dito e non vedere la luna
1 week 6 days ago
La luna è un conflitto sociale e politico che nessuna zona rossa, nessun reparto antisommossa e nessuna campagna mediatica sono riusciti a cancellare. L’Altra Torino* interviene sulla questione della resistenza al Tav in Val Susa “…la devastazione noi l’abbiamo trovata giorno dopo giorno su questo territorio e il vero dire no è dire no a quella devastazione.” Da queste parole di Nicoletta Dosio, emblema della resistenza NO TAV occorre partire, se vogliamo provare, non a esprimere giudizi, ma a condividere alcune riflessioni su quanto accaduto lo scorso fine settimana a Chiomonte. Ed è nostro compito farlo, se davvero vogliamo che il percorso politico e gli obiettivi che ci siamo dati abbiano un senso, sia al nostro interno che fuori, tra le persone, le compagne e i compagni a cui ci rivolgiamo perché assieme vogliamo arrivare in Sala Rossa alle prossime elezioni comunali.Altrimenti non saremmo diversi dai partiti del cosiddetto campo largo, o centro-sinistra pallido che in queste ore stanno dando il meglio di sé nella perfetta imitazione dello struzzo.Dobbiamo partire da una valle, non da una città, da una valle che si è vista imporre una “grande opera”, inutile e fuori tempo sin dall’inizio, quanto ai mirabolanti scenari decantati: prima, di unire in poche ore di [...]
checchino
Due secoli e mezzo di USA: colonialismo, conquista, sterminio, suprematismo bianco
2 weeks 5 days ago
Il 250° anniversario degli Stati Uniti e le radici della politica di Trump (Patrick Le Moal, da Viento Sur) «Quando, nel corso degli eventi umani,si rende necessario per un popolorecidere i legami politici che lo univano a un altro,e occupare tra le potenze della Terrail posto indipendente e uguale a cui le leggidella natura e del Dio della natura gli danno diritto,il rispetto per l’opinione dell’umanitàimpone di dichiarare le causeche portano alla separazione.» Thomas Jefferson, 4 luglio 1776 Il giorno dopo la sua elezione, il 29 gennaio 2025, Trump ha emesso un ordine esecutivo intitolato “Celebrazione del 250° anniversario degli Stati Uniti” e ha creato una task force politica all’interno del dipartimento della Guerra1 per organizzare, indipendentemente da tutte le commissioni formate dagli storici, un “evento unificante, patriottico e familiare” per celebrare il posto degli Stati Uniti nel mondo tra “le potenze della Terra”, un posto “a cui le leggi della natura e del Dio della natura gli danno diritto”. Il concerto previsto non avrà luogo, poiché i principali artisti contattati si sono rifiutati di partecipare a un evento di parte. Trump vuole giustificare i suoi attuali interventi imperialisti e il suo discorso sui pericoli che minacciano l’America bianca facendo leva sull’immaginario della conquista e della storia coloniale, che sono [...]
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Il cammino accidentato del sindacato americano dell’auto
2 weeks 5 days ago
Appunti sulla Convenzione nazionale dello United Auto Workers (UAW) che ha deciso la linea sindacale dei prossimi quattro anni (Ezio Boero, da volerelaluna.it) Si è svolta a Detroit dal 15 al 18 giugno, con la presenza di 900 delegati, la Convenzione nazionale del sindacato statunitense United Auto Workers (UAW) per decidere la linea sindacale dei prossimi quattro anni. Sui candidati alla dirigenza il voto da parte tutti gli iscritti avverrà nei prossimi mesi. Il contesto economico degli USA, caratterizzato da un aumento delle spese belliche e dell’inflazione, vede anche una forte riduzione della domanda di auto elettriche, a cui l’amministrazione Trump ha sottratto gli incentivi all’acquisto deliberati da Biden. Anche per questo, le imprese auto degli USA stanno rivedendo o bloccando la transizione elettrica: General Motors (GM) sta introducendo robot nel suo maggiore stabilimento di assemblaggio, Factory Zero di Detroit. Robot che lavoreranno a fianco degli esseri umani con bracci che svolgeranno sollevamenti pesanti e compiti ripetitivi. Secondo l’azienda per lasciare i lavori complessi di assemblaggio alle squadre di produzione ma nei fatti per ridurre il personale: GM ha infatti licenziato (temporaneamente?) 1.000 addetti. ll presidente di UAW, Shawn Fain, ha affermato: «Dobbiamo essere chiari su questo: siamo in lotta per [...]
checchino
Fakir, ucciso dall’ossessione neoliberista per la sicurezza
2 weeks 5 days ago
Razzismo di stato, vittimizzazione secondaria, propensione all’abuso in divisa e narrazioni tossiche per nutrire lo stato penale. Cosa c’è dietro l’omicidio di Abderrahim Fakir durante un violentissimo intervento di polizia (Checchino Antonini) Sarà una lunga battaglia quella per ottenere verità e giustizia per Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni ucciso a Bologna, il 19 luglio, durante un violentissimo intervento di polizia. Perché a uccidere Fakir è stato il razzismo di stato, una delle varianti dell’ossessione sicuritaria in voga nella narrazione dell’estrema destra. E lunga non sarà soltanto la vicenda processuale ma anche la mobilitazione necessaria per cancellare i decreti sicurezza con cui vari governi hanno deformato la libertà di movimento fino a intaccare lo stesso stato di diritto. Fakir è morto in un cortile del quartiere del Pilastro all’ora di pranzo di una domenica italiana. La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto la segnalazione che l’uomo stava dando in escandescenze e prendendo a calci la saracinesca di un garage. Due agenti lo hanno immobilizzato tenendolo a terra a pancia in giù per diversi minuti e mettendosi a cavalcioni rispettivamente sulla sua schiena e sulle sue gambe, mentre un civile gli teneva i piedi. L’operazione è stata ripresa in un video [...]
checchino
La logica conseguenza del vertice Nato di Ankara
4 weeks 1 day ago
Guerra, aumento delle spese militari, autoritarismo (da Istanbul, Gippò Mukendi Ngandu) Finisce il vertice Nato di Ankara e ricominciano i bombardamenti Usa in Iran. Essi non sono la diretta conseguenza del vertice, tuttavia sono il corollario di quel processo di mondializzazione armata e di militarizzazione di cui la Nato è uno delle principali protagoniste insieme alla CSTO a trazione russa. La situazione è da questo punto di vista molto preoccupante. Crescita dell’industria bellica Nonostante le frizioni della vigilia, infatti, è emersa da parte degli gli alleati la necessità comune di accrescere l’industria militare come deterrente nei confronti della Russia e di un paventato ritorno al terrorismo, la cui natura, tuttavia, non è descritta. Si tratta evidentemente di una gentile concessione al segretario di Stato Usa Marco Rubio che è tra i principali promotori del summit contro “il terrorismo rosso” che si terrà a Washington il 16 luglio. La dichiarazione finale è scarna, ma lapidaria, nonché preoccupante. Intanto assume l’aumento di oltre 139 miliardi di dollari negli investimenti per la difesa da parte degli alleati europei e del Canada. Vi è, inoltre, l’annuncio di nuovi programmi di acquisizioni militari per oltre 50 miliardi di dollari, accompagnati dall’impegno ad accrescere la capacità [...]
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Ondate di caldo, prepariamoci a contrastarle!
1 month ago
Pubblichiamo il testo del volantino in distribuzione in questi giorni. Per approfondire consigliamo la lettura dell’articolo di Daniel Tanuro Caldo torrido, tornado, alluvioni, siccità, scioglimento dei ghiacciai, desertificazioni: in 200 anni, il sistema di produzione capitalistico ha distrutto l’habitat del pianeta che abbiamo conosciuto. I capitalisti, per soddisfare la loro sete di ricchezza, oltre a sfruttare il lavoro umano, hanno depredato il pianeta delle sue risorse naturali: disboscamento e deforestazione, distruzione di biodiversità, veleni in agricoltura, estrazione e uso dei combustibili fossili. Queste sono le cause del riscaldamento globale. A patirlo sono le popolazioni costrette a emigrare, le vittime dei cataclismi e chi abita città invivibili. Particolarmente colpiti sono, assieme ai braccianti agricoli, gli operai edili e delle fabbriche che in questi giorni devono affrontare condizioni climatiche pessime. E non mancano le morti per tali cause. La calura estiva non può più essere affrontata come emergenza del momento, ma come normale condizione determinata dal riscaldamento globale. Quindi, pause aggiuntive, possibilità di rinfresco e ritmi di lavoro devono tener conto delle temperature. La sempre più necessaria riduzione dell’orario di lavoro giornaliero sarebbe un aiuto importante per affrontare caldi estremi. Sinistra Anticapitalista denuncia i governi e le multinazionali che stanno aumentando gli investimenti [...]
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Turchia: La repressione non ferma la mobilitazione contro la Nato e l’imperialismo.
1 month ago
di Gippò Mukendi Ngandu Alla vigilia del vertice NATO diverse città della Turchia, tra cui Istanbul e Ankara, sono state attraversate da una serie di mobilitazioni contro uno dei principali organi di quella mondializzazione armata che sta prendendo forma al posto della mondializzazione dei mercati declamati dai cantori della fine della storia. Le mobilitazioni, che hanno visto in campo le principali forze della sinistra rivoluzionaria e socialista turca, sono state fortemente represse. Il governo turco ha fatto ricorso ha quelle misure che tanto piacciono al nostro governo Meloni, ossia la carcerazione preventiva. In particolare, la procura di Ankara aveva già emesso più di una settimana fa 241 ordini di fermo (Murat Cinar, Il manifesto). La repressione ha tentato di colpire anche l’Iniziativa No to NATO (No alla NATO) che ha dato vita sabato 4 luglio alla conferenza anti-imperialista per la pace, promossa dal Tip, (partito dei lavoratori di Turchia), formazione della sinistra rivoluzionaria che ha una presenza parlamentare e che si pone l’obiettivo di costruire un fronte antimperialista e antifascista sulla scia della conferenza di Porto Alegre di aprile. Cinque degli ospiti internazionali invitati sono stati espulsi, perché segnalati dai loro governi. Si tratta di Alessio Arena, rappresentante italiano dell’organizzazione [...]
mugandu
No alla NATO! Istanbul 4-5 luglio 2026
1 month 1 week ago
Il 4 e 5 luglio si terranno ad Istanbul due iniziative significative contro il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio. Il 4 luglio si terrà un meeting internazionale anti-imperialista per la pace e il 5 luglio una manifestazione. Il meeting sarà registrato e si potranno seguire in seguito i lavori. Al centro della riflessione saranno i seguenti argomenti: 1. Militarismo, il bilancio della NATO per gli armamenti e il post-fascismo nel nuovo ordine imperiale; 2. L’aggressione imperialista in Asia occidentale: il ruolo della NATO in Iran, Palestina e Turchia; 3.Alleanze del movimento per la pace: Movimenti femminili, giovanili ed ecologisti per la pace / Sindacati e organizzazioni professionali contro i bilanci destinati alla guerra 4. L’agenda del movimento per la pace contro il vertice della NATO L’appuntamento è importante, anche, perché segue una ripresa delle mobilitazioni internazionali contro gli imperialismi, i vecchi e i nuovi fascismi, le guerre e il crescente militarismo.E’ l’indizio di una ripresa delle mobilitazioni internazionaliste che, seppur lenta, si sta allargando coinvolgendo settori sociali e della sinistra di classe ampi e plurali. Di seguito potete leggere la dichiarazione finale che si può trovare su No to NATO! -2026. Si può consultare anche un [...]
mugandu
Checked
3 hours 49 minutes ago
:: Ecosocialista Femminista Rivoluzionaria ::
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