Sinistra Anticapitalista

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Solidali, complici, ecosocialisti. Sostegno allo sciopero generale del 14 ottobre

1 day 5 hours ago
“IA, Intelligenza Anticapitalista”, la terza edizione dell’Univesità estiva ecosocialista, si è conclusa domenica 6 settembre con un dibattito partecipatissimo sull’alternativa alla barbarie capitalista coordinato da Armando Morgia, al quale hanno preso partecipato, tra gli altri, Antonella Bundu (Toscana Rossa), Dario Salvetti (ex Gkn), Eliana Como (Opposizione in Cgil), Luca Scacchi (AMR Controvento), Giulio Calella (Edizioni Alegre) e Francesco Locantore (Sinistra Anticapitalista).  L’evento, che è stato ospitato da “Il Pioppo” a Marina di Massa ha registrato centinaia di presenze in quattro giorni di seminari, workshop, forum e momenti di socialità aperti al territorio. Nel corso dei lavori, l’Università estiva ecosocialista – promossa da Sinistra Anticapitalista e dalla Biblioteca Livio Maitan, ha rinnovato la denuncia del genocidio del popolo palestinese, della complicità dei governi occidentali, in prima fila quello italiano, con le politiche coloniali dello stato di Israele.  I/le partecipanti all’Università ecosocialista hanno voluto rimarcare l’internità al movimento globale di solidarietà con il popolo palestinese e la complicità con i/le compagne/i  denunciate/i per le manifestazioni del 22 settembre e del 3 ottobre 2025 alla Stazione di Massa Centro e al Porto di Marina di Carrara nell’ambito della straordinaria mobilitazione che giusto un anno fa registrò centinaia di iniziative e milioni di persone [...]
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Il 2026 sarà un altro anno di buyback e dividendi record per le banche europee

1 day 6 hours ago
di Luigi Mastrodonato (da MPS) Banche e istituti finanziari europei distribuiranno 228 miliardi di euro ai loro azionisti nel 2026, il 13% in più rispetto al 2025 • Le banche e gli altri istituti finanziari europei distribuiranno 228 miliardi di euro tra dividendi e buyback nel 2026, il 13% in più rispetto al 2025 (dati Bloomberg). • Le banche guidano il flusso con 147 miliardi di euro – 97 di dividendi, 50 di buyback – trainate dagli utili record del primo semestre e dai tassi Bce. • Hsbc, Bbva, Santander, Allianz e Intesa Sanpaolo distribuiranno da sole 54 miliardi, mentre i flussi totali sono più che quintuplicati rispetto al 2012. Il 2026 sarà un altro anno di distribuzioni record per gli azionisti delle banche e delle altre società finanziarie europee. Secondo i dati diffusi da Bloomberg, questi attori distribuiranno infatti 228 miliardi di euro attraverso dividendi e riacquisto di azioni, i cosiddetti buyback. Si tratta di un valore superiore del 13% rispetto a quello del 2025, che a sua volta già mostrava un trend di crescita costante rispetto alle rilevazioni precedenti. Sintomo dell’ottimo stato di salute degli istituti finanziari, nonostante un momento storico in cui le tensioni geopolitiche e le guerre commerciali stanno dispiegando i loro effetti negativi su [...]
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L’ANPI verso il congresso

1 day 6 hours ago
di Fausto Angelini Nei prossimi mesi si terrà il 18° congresso nazionale dell’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, associazione nata nel 1944 per raccogliere i reduci della guerra di liberazione e i familiari dei caduti, ma che, dopo la scelta nel 2006 di aprirsi agli antifascisti di ogni età, ha conosciuto una nuova stagione di crescita, anche numerica, fino agli attuali oltre 160.000 iscritti, molti giovani, con migliaia di sezioni in tutta Italia. Di fatto, con la riduzione ai minimi termini della sinistra politica, verso l’Anpi si è rivolta una parte significativa della domanda di sinistra, spingendo l’associazione ad andare oltre la tradizionale attività di commemorazione, spesso rituale, della resistenza e dei suoi caduti. Il ruolo significativo avuto nella sconfitta della riforma costituzionale voluta da Renzi nel referendum del 2016 ha sancito questo nuovo peso politico assunto dall’Anpi, quasi suo malgrado, come principale associazione di massa del nostro paese (sindacati a parte), ruolo man mano accresciuto dalle varie vicende in cui l’Anpi si è trovata ad assumere posizioni più avanzate di quelle dei partiti del campo largo (dall’Ucraina a Gaza, dal riarmo all’appoggio ai referendum promossi dalla Cgil). Questo ha comportato di pari passo una crescita delle tensioni al suo interno, [...]
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𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗜𝗢-𝗠𝗔𝗥𝗔𝗧𝗢𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗗𝗟 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗘𝗠𝗜𝗧𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧À 𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗢

1 week 2 days ago
Mercoledì 9 settembre dalle ore 13:00 Piazza Capranica-Montecitorio Sinistra Anticapitalista aderisce al presidio-maratona promosso da moltissime realtà che hanno unito le forze per una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Antisemitismo”. Questo provvedimento introduce l’adozione della definizione IHRA, configurandosi come una legge estremamente pericolosa che impone il bavaglio a chiunque critichi il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese dallo Stato di Israele. La denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza non può essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo. 𝗔𝗻𝘁𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗲𝗺𝗶𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e c’è il rischio concreto di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica. La mobilitazione vuole riaffermare che la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica allo Stato di Israele non può essere messa a tacere. Per [...]
mugandu

USA: le elezioni alle porte

1 week 6 days ago
USA: Le elezioni alle porte Martedì 25 agosto 2026, a cura della redazione di Against the Current LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO negli Stati Uniti sono tradizionalmente imprevedibili, come ci si aspetta, e la domanda principale è: quante perdite subirà il partito del presidente in carica? Secondo le previsioni, a novembre i repubblicani dovrebbero subirne il doppio o il triplo. Ma in un contesto caratterizzato da una guerra rovinosa e profondamente impopolare, e da una spaventosa insicurezza che attanaglia decine di milioni di americani preoccupati per il proprio futuro, le elezioni di novembre 2026 si presentano imprevedibili come non mai. La questione va ben oltre il semplice chiedersi se i Democratici — e quali tra loro — riusciranno a ribaltare le esigue maggioranze repubblicane al Congresso. L’attenzione nazionale e persino internazionale — insieme a 61 milioni di dollari di «denaro oscuro» — si è concentrata sulle primarie democratiche per il Senato degli Stati Uniti tenutesi il 4 agosto in Michigan e sulla vittoria del candidato progressista e ribelle, il dottor Abdul el-Sayed. Di seguito si approfondirà il significato e le implicazioni di questo risultato. Probabilmente molto cambierà tra la stesura di questo editoriale e le elezioni. Tra le molteplici incertezze [...]
mugandu

Mistificazioni, sviamenti e falsi bersagli

2 weeks 2 days ago
di Franco Turigliatto La fine di agosto dentro la torrida crisi ambientale e nei fuochi di guerra che divampano in tante parti del mondo, vede i partiti dell’opposizione istituzionale molto lontani non solo dalla costruzione di una adeguata mobilitazione sociale al governo reazionario della Meloni e alla sua accolita di fascisti dichiarati o meno, ma anche solo dall’abbozzo di un programma politico, economico e sociale che dia forza, credibilità e significato al volersi presentare come alternativa al pessimo stato delle cose esistenti. Un campo largo senza programma… Se le cattive condizioni della maggior parte delle cittadine e dei cittadini, cioè delle classi lavoratrici, derivano dalle passate politiche dell’austerità, dalla precarietà del lavoro, dal totale predominio delle logiche del capitalismo, dall’egemonia del liberalismo economico che si sta traducendo anche in una profonda involuzione democratica, servirebbe un programma forte che colpisca le rendite e i profitti, che stabilizzi le condizioni di lavoro e di salario, che garantisca a tutti i diritti civili e sociali, che combatta ogni sorta di discriminazione di genere, di provenienza, di scelta sessuale, di condizione di esclusione e di razzializzazione, infine, ma non da ultimo, il rifiuto della corsa al riarmo e alla guerra. In altri termini, almeno [...]
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La pericolosa alleanza tra IA e settore militare

3 weeks 1 day ago
di Claude Serfati (da MPS) Questo articolo, dedicato alla penetrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore militare, è, nella sua versione originale, composto da due parti distinte. La prima, che qui riprendiamo, descrive gli effetti delle radicali trasformazioni tecnologiche sugli equipaggiamenti militari e sulle strategie di difesa. La seconda si concentra sulla Francia, una delle principali potenze militari mondiali. Si può temere che i piani governativi dedicati all’IA rafforzino la centralità del settore militare nelle politiche pubbliche francesi (questa seconda parte può essere letta nella versione originale segnalata al termine del testo). (Red) L’IA produce profonde discontinuità Non esiste una definizione univoca di intelligenza artificiale (IA), e la ragione potrebbe dipendere almeno tanto dalla difficoltà di definirne i confini disciplinari quanto da una campagna mediatica utilizzata per giustificarne tutte le conseguenze, comprese quelle dannose per la società [1]. Per gli economisti dell’innovazione, l’IA costituisce una tecnologia di uso generale (TUG) che, come la macchina a vapore all’inizio della rivoluzione industriale, l’elettricità alla fine del XIX secolo e l’informatica dopo la Seconda guerra mondiale, si diffonde in tutti i settori dell’economia e della società. Ma la storia non si ripete mai allo stesso modo. Inoltre, contrariamente a ciò che sarebbe possibile attraverso [...]
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L’America Latina, ostaggio degli Stati Uniti di Trump

3 weeks 1 day ago
di Ana Cristina Carvalhes (da MPS) La più grande regione delle Americhe è l’unica parte del pianeta in cui Trump riesce a compiere progressi significativi verso gli obiettivi della sua politica di sicurezza nazionale. Trump si trova di fronte a importanti difficoltà sul fronte interno, dove cerca di limitare la sconfitta annunciata per le elezioni legislative di metà mandato, a novembre. I fallimenti di Trump Non solo la sua popolarità è diminuita nel suo Paese con l’inizio della guerra contro l’Iran, in collaborazione con il suo alleato Netanyahu, ma sta anche perdendo lo stesso conflitto esterno. Attualmente, la Casa Bianca cerca di nascondere questa umiliante sconfitta. Sul piano economico, la guerra dei dazi che sta conducendo contro il mondo intero non ha ancora prodotto risultati macroeconomici favorevoli — in particolare la diminuzione dei prezzi e l’utopistico ritorno delle industrie che gli Stati Uniti hanno delocalizzato negli ultimi 35 anni. Potrebbe benissimo rivelarsi del tutto perdente. Sul piano, fondamentale per Trump, della competizione tecnologica con la Cina, la situazione sembra essere in una fase di stallo, nonostante le misure protezionistiche di vasta portata rivolte contro i suoi chip elettronici e l’intelligenza artificiale — alle quali Pechino risponde con un atteggiamento conciliante [...]
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Perché la transizione ecologica è un’illusione

3 weeks 1 day ago
di Romaric Godin (da MPS) Uno studio del Fondo Monetario Internazionale (FMI) mette in discussione i fondamenti stessi della logica della transizione ecologica. È vero che le energie pulite stanno crescendo, ma senza sostituirsi agli idrocarburi, a causa di un costante aumento del consumo energetico. La dimostrazione degli autori fa saltare in aria la logica che ha guidato le politiche degli ultimi tre decenni. Mentre la Francia si appresta a vivere una terza ondata di caldo nel 2026, questa torrida estate nell’Europa occidentale impone di interrogarsi sulla gestione attuale della catastrofe ecologica. Da quando quest’ultima è diventata evidente, all’inizio degli anni ’90, la risposta fornita dagli Stati, dalle imprese e dalla maggior parte degli attori politici si è basata sul concetto di «transizione ecologica». Questa strategia è figlia del suo tempo: è una risposta economica a un problema fisico. Basandosi sulle teorie economiche allora in voga, essa prevede che l’innovazione nelle «energie pulite», che emettono pochi gas serra, finirà per imporre un nuovo standard grazie alla diminuzione dei prezzi relativi delle energie «verdi» rispetto alle energie «brune», basate sugli idrocarburi. Per accelerare il processo, si può persino attribuire un prezzo al carbonio. Ciò dovrebbe portare alla sostituzione del «bruno» con [...]
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I complessi militaro-industriali, nucleo totalitario del capitalismo contemporaneo

3 weeks 1 day ago
di Claude Serfati  (da Contretemps) La maggior parte delle analisi sul capitalismo contemporaneo tralascia o minimizza il ruolo strutturante delle industrie degli armamenti e, più in generale, dei complessi militaro-industriali. L’economista Claude Serfati ne dimostra la centralità in quella che definisce la dinamica «totalitaria» attualmente in atto. *** È ormai un luogo comune osservare che gran parte del pianeta si sta evolvendo a ritmo accelerato verso regimi definiti «illiberali» dalle correnti dominanti, oppure di «statismo autoritario», secondo l’espressione utilizzata da Nicos Poulantzas. In questo contesto, il presente articolo si concentra sul ruolo dei sistemi militaro-industriali (SMI) in questa evoluzione autocratica del capitalismo. È dedicato principalmente agli Stati Uniti, non solo perché ciò che in quel Paese viene definito il «complesso militaro-industriale » (CMI) sia ben più documentato che in altri paesi, ma soprattutto perché, sin dalla sua creazione nel 1945, il CMI – che si avvale di un bilancio militare pari al 40% della spesa militare mondiale – occupa un posto determinante sulla scena mondiale e D. Trump si sforza quindi di conformare il mondo alla sua visione liberticida. L’ipotesi teorica che guida questo articolo è la seguente. Gli apparati militaro-industriali dei paesi più potenti del pianeta condividono tutti la [...]
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Paludi avvelenate e predatori feroci

4 weeks ago
Considerazioni sparse di ferragosto di Franco Turigliatto Nella torrida estate in cui la crisi climatica mostra i suoi micidiali effetti in tutta l’Europa e pretende una svolta profonda sul piano economico e nell’organizzazione della vita sociale e delle città, restiamo immersi, a livello internazionale e nazionale, dentro nauseabonde paludi infestate da predatori feroci, senza che si riesca a capire per ora come e quando sia possibile uscirne. Tutte le contraddizioni del sistema economico capitalista con le sue oppressioni e violenze, lo scontro tra gli imperialismi, lo sfruttamento degli esseri umani e della natura, le guerre per il controllo delle risorse e dei commerci, il deterioramento e il rigetto delle regole della democrazia e dei diritti, sono oggi presenti. E come in ogni epoca di crisi di civiltà e nelle vicende storiche del secolo passato, le classi dominanti producono anche le ideologie di dominio, colonialismo, razzismo e patriarcali, nonché le personalità fanatiche che “meglio” le rappresentano: Trump, Musk, Netanyahu, Putin, Farage, Milei, Le Pen, l’AfD tedesco, gli ayattolah, l’elenco sarebbe lungo, e, per restare in Italia, in versione per ora tragicomica, Salvini, Vannacci e Meloni, non sono figure fuoriuscite per caso dalla storia, pecore nere fuori controllo, ma degli autentici prodotti [...]
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Controrivoluzione moderna e fascismo

4 weeks 1 day ago
di Norbert Holcblat (da Alencontre) Sono ben conosciute le prime parole del Manifesto del Partito Comunista: «Uno spettro si aggira per l’Europa». Oggi, due «spettri» dotati di una realtà concreta sembrano aggirarsi nel mondo capitalista e pesare sul destino dell’umanità: Donald Trump e l’intelligenza artificiale (IA). Come si relazionano tra loro? Verso quale mondo potrebbero condurci? Sono numerosi i termini utilizzati per definire il periodo che stiamo attraversando. In un recente testo, lo storico Quin Slobodian e lo scrittore Ben Tarnoff ne elencano molti: “Sono state proposte diverse visioni e diversi inquadramenti concorrenti. Si è parlato così di capitalismo di Stato, capitalismo della catastrofe, capitalismo delle piattaforme, capitalismo dei colli di bottiglia, capitalismo avvoltoio, capitalismo a ragnatela, capitalismo arcipelagico, capitalismo dei gestori patrimoniali, capitalismo della sorveglianza, e persino di capitalismo del collasso. I teorici hanno suggerito che viviamo nell’era del neofeudalismo, del tecno-feudalismo, del tecno-libertarismo, del tecno-autoritarismo, del tecno-populismo, del tecno-fascismo, del fascismo della fine dei tempi, del neofascismo, del fascismo neoliberista, del post-neoliberismo, del paleopopulismo, del neopatrimonialismo, dell’iperpolitica e della geoeconomia.” [1] Da parte loro, questi due autori propongono il termine «muskismo» (che meriterebbe una discussione). Il numero di questi termini riflette forse una sorta di smarrimento di fronte [...]
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Trumponomics: verso un regime di accumulazione neoimperialista e tecnoreazionario, che unisce imprese e Stato?

4 weeks 1 day ago
di Daniel Albarracín e Manuel Garí (da Viento Sur) 1.    Il leone che si sente con le spalle al muro è più pericoloso. In questa fase di crisi capitalista, che coincide con il declino dell’egemonia statunitense, la violenza dell’amministrazione Trump ha infranto il quadro socio-storico della globalizzazione liberale multilaterale. Il governo americano sta cercando di imporre unilateralmente, con la forza e il ricatto, nuove regole per sé stesso, per i propri vassalli e per le colonie che aspira a conquistare, con l’obiettivo di conservare il proprio potere imperiale, almeno nel continente americano e in Europa, di fronte al sorpasso delle potenze emergenti. Dopo un primo mandato, Trump, rappresentante del potere delle grandi imprese private, dei giganti della tecnologia e dei gruppi ultraconservatori autoritari, è tornato al potere e ha attuato il suo programma massimalista, incarnato nella sua Strategia di sicurezza nazionale, sia contro il «nemico interno» che contro i suoi avversari stranieri. In un mondo multipolare caratterizzato da tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti cercano di consolidare l’egemonia del dollaro, di espandere lo «spazio vitale» dell’impero economico e territoriale yankee e di appropriarsi delle risorse altrui per il proprio progetto neoimperialista e tecno-industriale. Dopo aver calpestato i principi più fondamentali [...]
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Sul concetto di imperialismo e la sua storia

4 weeks 1 day ago
di Ana Cristina Carvalhaes (da Inprecor) Nell’era di Trump, caratterizzata dalla competizione con una Cina in piena ascesa e dalla guerra di invasione condotta dalla Russia contro l’Ucraina, è utile tornare sul concetto di imperialismo – che alcuni, talvolta persino progressisti, si ostinano a disprezzare, in particolare nei paesi… imperialisti. L’idea è quella di ricordarne l’origine e alcune delle controversie e dei dibattiti più importanti relativi a questo fenomeno economico, politico e militare, affinché siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda concettuale. Comprendere di cosa stiamo parlando ci aiuta ad affrontare le discussioni attuali in questo periodo di grandi sconvolgimenti che sta attraversando il sistema internazionale: perché la svolta bellicista e neocoloniale degli Stati Uniti; qual è il grado di radicalità dei cambiamenti nell’imperialismo egemonico con l’estrema destra al potere alla Casa Bianca; quale ruolo svolgono attualmente la Cina e la Russia e come caratterizzarle. (Si veda, sulla Cina e la Russia, l’articolo di Peter Drucker: Gli scontri interimperialisti e i loro limiti.) Il carattere internazionale, planetario, dell’espansione capitalista è stato sottolineato fin dall’inizio e in modo esplicito nel Manifesto del Partito Comunista del 1848. Nel Capitale, analizzando il modello capitalista inglese per comprendere il funzionamento e le regole generali del [...]
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Canicola e strategia politica

4 weeks 1 day ago
di Daniel Tanuro (da MPS) Sebbene l’ecosocialismo abbia compiuto progressi significativi nella sua capacità di offrire un’alternativa completa per la società, i suoi sostenitori devono ancora dimostrare di essere capaci di impegnarsi in politica, ovvero di lottare per il potere. La sfida è considerevole, perché non si tratta chiaramente di conquistare il potere all’interno della struttura istituzionale borghese. Si tratta di lottare per una rottura di classe che implichi una ridefinizione del potere al servizio degli sfruttati e degli oppressi, nel rispetto dei limiti ecologici. Una delle principali sfide di questa impresa consiste nel superare la maggior parte dei limiti ecologici del pianeta. Di conseguenza, una rottura anticapitalista implica necessariamente una riduzione del consumo energetico complessivo, della produzione di materiali e dei trasporti. Tuttavia, questo vincolo è impopolare tra i lavoratori perché, nel capitalismo, la crescita determina l’occupazione, i salari, i benefici sociali e così via. Le ondate di calore di questa estate 2026 potrebbero cambiare tutto. Ampi segmenti della popolazione hanno percepito il pericolo del cambiamento climatico. Tuttavia, la minaccia del cambiamento climatico, per sua natura esistenziale, trascende le preoccupazioni socio-economiche e tende a rivelare l’assurdità della logica capitalista che priva i lavoratori del loro lavoro e della loro vita. La consapevolezza potrebbe diminuire. Ma questa battuta [...]
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Torino: Seminario di Marco Meotto sull’Iran

1 month ago
Pubblichiamo il video del seminario sull’Iran svolto da Marco Meotto al circolo di Sinistra Anticapitalista di Torino il 12 giugno 2026
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TAV: Quelli che seminano vento…

1 month ago
di Marco Revelli (da Volere la luna) Quelli che seminano vento… e raccolgono tempesta. Quelli che devastano interi territori e accusano chi gli resiste di devastazione. Quelli che preparano la guerra e accusano gli altri di essere violenti. Quelli che accusano di terrorismo gli indignati che protestano, essendo loro, i potenti d’ogni colore, terrorizzati all’idea che la gente capisca i loro giochi perversi, e reagisca. Di questa immensa esibizione d’ipocrisia, di cui è zeppa l’immagine del mondo nella sua attuale caduta agli inferi, la vicenda ormai multi-decennale del TAV in Valle Susa ci offre una perfetta sintesi, esemplare per unità di spazio (il cantiere di Chiomonte e le sue metastasi nei dintorni) e di tempo (sabato 25 luglio). Lo sanno tutti che quello è il giorno del furore, in cui la Valle presenta il conto per le infinite ingiurie, ferite e vessazioni che ha ricevuto e continua a ricevere. Ogni anno la cosa si ripete, come le fasi lunari o le maree. E ogni volta ecco tutti gli opinionisti di sistema e i politici rigorosamente bipartisan a strapparsi le vesti per l’”intollerabile sfida alla legalità”, l’inusitato livello di violenza, l’entità dei danni alle attrezzature, i contusi tra le forze dell’ordine [...]
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Genova futuro anteriore

1 month ago
Report assemblea nazionale Genova 18 luglio 2026 No Kings non è nata come una sigla da aggiungere alle altre, ma come uno spazio politico da aprire. Ha preso forma dall’incontro tra Stop Rearm Europe e la Rete contro il decreto sicurezza, è cresciuta a Bologna e ha attraversato Roma, procedendo senza una strada già tracciata: camminando domandando. A Genova, il 18 luglio 2026, abbiamo raccolto una nuova sfida: fare delle nostre differenze una forza comune, costruendo uno spazio per alimentare il conflitto e costruire un’alternativa sistemica; difendere il lavoro e i suoi diritti; agire insieme nei territori, in Italia e in Europa, e unendoci  a quanti, nel mondo, cercano alternative ai re. Spetta a noi mantenere aperto questo spazio e passare dalla convergenza ad un laboratorio permanente per la democrazia, oltre la fine della democrazia liberale. L’ultima assemblea ha segnato proprio tale passaggio. Attraverso le risonanze, ma anche le rotture con il passato, abbiamo iniziato ad affiancare a No Kings qualcosa di più: la ricerca e la pratica ostinata di una nuova democrazia radicale. Conflitto e Democrazia, praticati e difesi dai luoghi di lavoro alle fabbriche alle città; lotta e progetto; sabotaggio dei re e meticciato delle differenze: sono alcune [...]
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Di fronte alla crudeltà delle frontiere, solidarietà internazionalista e di classe!

1 month 1 week ago
Comunicato di Anticapitalistas, la sezione della IV Internazionale dello stato spagnolo, in merito agli eventi di Ceuta Con il passare delle ore, la tragedia di Ceuta assume proporzioni sempre più gravi. Si parla già di oltre 90 morti e il numero è destinato ad aumentare nelle prossime ore. Questo è il primo punto che vogliamo sottolineare: la crudeltà del sistema di frontiera nel Nord Africa si traduce nella perdita di vite umane tra le fasce più povere e indifese della popolazione mondiale. Di fronte all’indifferenza e alla disumanizzazione che questo sistema ci impone, dobbiamo chiarire che si tratta, prima di tutto, di una tragedia ingiusta che si abbatte sulle vite umane. Queste morti si aggiungono così a quelle di centinaia di persone che ogni anno perdono la vita nella fossa comune in cui è stato trasformato il Mar Mediterraneo. Un sistema di frontiere promosso dall’UE e dallo Stato spagnolo, di cui lo Stato del Marocco è complice. È ovvio che il regime alawita e l’oligarchia che governa il Marocco abbiano una grande responsabilità in questa tragedia. Sfruttano la drammatica situazione in cui tengono il proprio popolo a proprio vantaggio, stimolando determinati movimenti in funzione dei propri interessi. I suoi legami [...]
checchino

Antirazzismo, dalla regolarizzazione all’organizzazione

1 month 1 week ago
Il compito della sinistra rivoluzionaria e internazionalista non consiste solo nell’ampliare i diritti, ma nel costruire quella forza sociale in grado di trasformare i rapporti di potere su cui si regge il capitalismo ★ Iosu del Moral, Antikapitalistak Euskal★ La recente regolarizzazione di decine di migliaia di migranti nello Stato spagnolo costituisce, senza dubbio, una buona notizia. Per coloro che per anni sono rimasti intrappolati nell’economia sommersa, privati dei diritti e condannati a un’esistenza amministrativa invisibile, ottenere un permesso di soggiorno significa smettere di essere un fantasma per lo Stato. Significa poter accedere a un lavoro con maggiori garanzie, affittare un alloggio o esercitare diritti che non avrebbero mai dovuto dipendere da un documento. Ogni estensione dei diritti per la classe lavoratrice merita di essere difesa. Tuttavia, sarebbe un errore politico fermarsi qui nell’analisi. La regolarizzazione è una conquista, ma non una soluzione. È l’inizio di un compito molto più ambizioso. La sinistra rivoluzionaria non può accontentarsi del fatto che una parte di coloro che ieri erano considerati «clandestini» oggi entri a far parte della forza lavoro legalmente sfruttabile. La domanda veramente importante non è quante persone ottengano i documenti, ma cosa succeda dopo. Perché il problema non è mai [...]
checchino
Checked
3 hours 21 minutes ago
Sinistra Anticapitalista
:: Ecosocialista Femminista Rivoluzionaria ::
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