Sinistra Anticapitalista

Rialzare la testa ai tempi della guerra

4 days 1 hour ago
Sono tempi di guerra e sono tempi molto duri per le classi lavoratrici del nostro paese sul piano delle condizioni materiali di vita, occupazionali e salariali. Il processo di insorgenza e convergenza per porre la questione dello sciopero generale [Franco Turigliatto] Sono tempi di guerra e sono tempi molto duri per le classi lavoratrici del nostro paese sul piano delle condizioni materiali di vita, occupazionali e salariali La trimurti dell’oppressione Una specie di trimurti mortale stringe il collo della classe lavoratrice in un contesto di passività e di forte demoralizzazione e incertezza di larghissimi settori di lavoratrici e di lavoratori che si sentono impotenti e non difesi da alcuna organizzazione politica e sindacale. Si tratta in primo luogo del profondo degrado che hanno subito i salari, gli stipendi e i redditi, che già erano fortemente carenti, ma che l’esplodere del carovita ha travolto, mettendo in ginocchio milioni di famiglie, tanto più quelle a monoreddito e soprattutto a monoreddito femminile. Il secondo elemento è che il tanto decantato rilancio economico dopo la pandemia (ma essa è ancora ben presente anche se pericolosamente sottovalutata) si è tradotto in una ripresa occupazionale che ha come tratto distintivo la precarietà del lavoro, la dominanza [...]
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Economia mondiale di nuovo nella nebbia

5 days 3 hours ago
Crescita debole, impennata dei prezzi alimentari, miseria: la guerra in Ucraina è solo uno degli aspetti di una sorta di anarchia capitalista [Henri Wilno] Alla fine del 2021, i leader politici ed economici sembravano bearsi nella più completa felicità: la pandemia sembrava essere in via d’uscita e le principali economie sembravano recuperare la perdita di crescita che essa aveva causato, mentre le grandi aziende registravano risultati record.Naturalmente, c’erano alcuni elementi di incertezza: l’aumento dei prezzi e le difficoltà in alcuni settori nell’approvvigionamento dei componenti necessari alla produzione. Tutto questo veniva tuttavia visto come qualcosa di transitorio e in gran parte attribuibile alla velocità che aveva caratterizzato la ripresa economica. E tutto ciò anche se pure la produzione di automobili era stata pesantemente colpita dalle difficoltà di approvvigionamento.Tuttavia, ora sembra che i problemi non abbiano fatto altro che approfondirsi. L’invasione russa dell’Ucraina ha aggiunto altri problemi. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha appena lanciato l’allarme e, come titola il quotidiano francese Les Echos, esso prevede un “cocktail esplosivo” composto da una debole crescita e dall’inflazione. Una crescita debole Il FMI ha ridotto al 3,6% la crescita del prodotto interno lordo (PIL) mondiale prevista per quest’anno (rispetto al 4,4% delle sue previsioni [...]
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Non si smette mai di essere donne in Afghanistan

5 days 22 hours ago
L’obbligo di insossare il burqa in pubblico è solo l’ultima di una serie di restrizioni pesanti. Un piccolo corteo di donne ha sfidato il governo a Kabul. La responsabilità di questa condizione va indicata, perché è sì talebana ma va ricordata e denunciata quella firma Usa sugli accordi Doha [Cristina Tuteri] E’ il 7 maggio quando il  ministro ad interim per la Propagazione della virtù e la prevenzione del vizio, Khalid Hanafi, in una conferenza stampa annuncia e spiega l’obbligo per le donne di indossare il burqa in pubblico e chiarisce anche che verrà a rispondere di  violazione anche il parente maschio più stretto della donna, padre marito o fratello. Prima ammonizione poi carcere e perdita di posto di lavoro.Questo decreto di obbligo del burqa colpisce molto il mondo occidentale e non ci spieghiamo il perché. Cosa c’è di così imprevedibile in questo decreto? Perché stupisce che il regime talebano adotti tali obblighi liberticidi contro le donne? Quali farneticanti ed ipocrite aspettative sono state  riposte in un regime come questo?In realtà questo stupore cela il disinteresse più totale dei destini delle donne afghane e dell’intera popolazione. Cela anche il tentativo di dimostrare in modo cinico e maldestro che i 20 [...]
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Contro tutti gli imperialismi, per l’unità dei lavoratori al di là delle frontiere

1 week 2 days ago
Contro le aggressioni imperialiste. Contro la guerra di Putin, per il ritiro delle truppe russe dall’Ucraina. Per la costruzione della solidarietà con il popolo ucraino. Contro la corsa al riarmo e le politiche di USA, Nato e Unione Europea. Contro le scelte di guerra del governo italiano. Per la de-escalation, per una soluzione di pace e per il diritto all’autodeterminazione dei popoli [Risoluzione del Comitato politico nazionale di Sinistra Anticapitalista del 7 maggio 2022] 1. L’invasione russa dell’Ucraina dura ormai da due e mesi e mezzo e il conflitto continua ogni giorno più crudele con il suo inaccettabile carico di bombardamenti sulle città e di crimini di guerra, con la morte di migliaia di civili e di altrettanti giovani soldati da entrambi le parti, con milioni di profughi sia esterni che interni; un paese devastato con conseguenze produttive e ambientali imprevedibili e ricadute drammatiche anche su popolazioni lontane. Siamo di fronte a una guerra di cui non solo non si vede la fine e di cui non conosciamo ancora tutti gli aspetti, la violenza e gli orrori, coperti dalle propagande belliche mistificanti, ma che rischia in ogni momento di estendersi e di precipitare il mondo in un conflitto nucleare distruttivo. [...]
checchino

Donne di classe contro il patriarcato armato.

1 week 5 days ago
Condannare la guerra e l’occupazione militare dell’Ucraina, costruire la solidarietà internazionale Premessa Mentre la propaganda bellicista e machista incalza senza sosta al pari della guerra, vogliamo inserire un punto di vista femminista sul perché e come dobbiamo opporci con tutte le nostre forze alla guerra in Ucraina scatenata dal governo russo di Putin, tanto più urgentemente ora che assistiamo a una pesante recrudescenza del conflitto che si accompagna a una altrettanto preoccupante scomparsa dal discorso pubblico del tema della negoziazione e dell’obiettivo della pace. Da femministe anticapitaliste ci opponiamo alla politica imperialista e aggressiva del governo russo e denunciamo al contempo le grandi responsabilità dei paesi appartenenti alla Nato per questa escalation di guerra e per le altre guerre imperialiste che li vedono coinvolti. Riteniamo estremamente urgente la costruzione di un ampio movimento organizzato di respiro globale, che insorga contro la guerra e sappia far convergere le istanze pacifiste, femministe e per la giustizia sociale, con l’obiettivo di porre immediatamente fine a questa guerra e a tutti gli altri conflitti imperialisti in corso e costruire un mondo senza ingiustizie e oppressioni. Il femminismo non può che essere contro la guerra Come femministe ci opponiamo fermamente alla guerra in quanto essa [...]
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Francia, perché il NPA non ha firmato l’accordo con Mélenchon

1 week 5 days ago
Le condizioni con cui socialisti ed ecologisti sono entrati nella Nouvelle Union Populaire proposta da Mélenchon ne hanno compromesso le potenzialità. Una risoluzione del Nouveau Parti Anticapitaliste spiega perché non ha firmato l’accordo con LFI per le prossime legislative / I risultati delle elezioni presidenziali assegnano una responsabilità a tutte le organizzazioni del movimento operaio e sociale, alla sinistra che rifiuta il liberalismo e la distruzione dei nostri diritti, per l’unità d’azione nelle piazze e nelle urne. È in questo senso che il Nouveau Parti Anticapitaliste-NPA ha voluto discutere con l’Unione Popolare (la formazione che ha sostenuto alle presidenziali la candidatura di Jean-Luc Mélenchon) sulla eventualità della presentazione di candidature comuni per le elezioni legislative (previste per il prossimo 12 giugno). Infatti, di fronte all’ascesa dell’estrema destra e al pericolo fascista, contro il nuovo mandato quinquennale di Macron e dei suoi scagnozzi che organizzano attacchi antisociali e autoritari, vogliamo che nell’Assemblea esista una maggioranza di rottura di sinistra, o comunque almeno il maggior numero possibile di eletti. Crediamo quindi che una dinamica di unità sarebbe un segnale positivo nella direzione del movimento sociale e delle lotte, restituendo fiducia agli oppressi e agli sfruttati. La prospettiva di organizzare la resistenza e [...]
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Russia, il consenso alla guerra è solo apparente

2 weeks ago
Russia/Ucraina: «L’attuale consenso in Russia non dovrebbe essere confuso con una situazione politica stabile» [Ilya Budraitskis] Estratti da un’intervista a spectrejournal.com di Ilya Budraitskis, storico ed attivista della sinistra radicale russa[1]. Lo stato dell’opinione pubblica in Russia è cambiato dall’inizio della guerra. All’inizio, la maggior parte della gente era molto confusa dalla guerra. La divisione e la confusione hanno prevalso perché non c’era un consenso precostituito su come la gente avrebbe dovuto reagire. Anche se le mobilitazioni contro la guerra non erano massicce, erano visibili ed avevano un impatto. Migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni in tutto il paese. Ma sono stati duramente repressi. Un apparente consenso di sostegno alla guerra Oggi sembra che si sia sviluppato un nuovo consenso di sostegno alla guerra. Almeno, è quanto dicono i sondaggi di opinione. Certo, non ci si può fidare molto, ma sembra che la maggioranza della popolazione accetti la propaganda del regime di Putin. C’è ancora una minoranza della popolazione, forse il 20-30%, che si oppone fortemente alla guerra. Penso che parte della ragione del sostegno alla guerra sia una predisposizione psicologica a credere alla propaganda dello Stato. La gente si trova in una situazione totalmente inaspettata, alla quale non [...]
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Dite la verità sulle cariche del Primo Maggio a Torino!

2 weeks ago
Rimandiamo al mittente la narrazione falsificata che è stata fatta dai giornali e chiediamo che venga ristabilita la verità Quanto successo ieri durante il corteo del Primo Maggio è inaccettabile, esattamente come la ricostruzione giornalistica che ne è stata fatta.Lo spezzone sociale composto da varie realtà e sensibilità è stato brutalmente bloccato e caricato dalle forze dell’ordine mentre si trovava in Via Roma in maniera assolutamente gratuita ed insensata. I giornali parlano di tentativi di sfondare il cordone di polizia e di bastoni, falsità da velina questurina che provano a riabilitare l’assurda gestione dell’ordine pubblico. Diverse cariche con decine di manifestanti feriti.Lo spezzone sociale, che semplicemente stava sfilando in corteo, era composto da decine di realtà della città che si battono contro la guerra, lo sfruttamento sul lavoro, la violenza di genere, il razzismo e la devastazione ambientale. È comodo ricondurre una piazza ricca e articolata, che affronta la questione del rifiuto della guerra partendo da sensibilità diverse, a un gruppo di facinorosi. Lo spezzone sociale era in realtà una delle parti più numericamente nutrite del corteo e sicuramente quello più marcatamente attraversato da giovani. Ai giovani e ai loro interrogativi sul futuro viene risposto con manganellate e divieti.L’intervento della [...]
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Francia, il cinismo di Macron e le prove tecniche di unità a sinistra

2 weeks 5 days ago
Di fronte all’ostilità popolare, Macron impone la propria rielezione. I prossimi appuntamenti saranno le elezioni legislative del 12 e 19 giugno, con l’elezione dei 577 deputati dell’Assemblea Nazionale a cui risponde il governo [Leon Cremieux] Il 24 aprile Marcon ha visto la sua scommessa: essere rieletto superando l’ostacolo delle elezioni presidenziali, e questo nonostante la profonda ostilità popolare. Con il 58,46% dei voti espressi, più del 17% lo separa da Marine Le Pen. Ma più del 34% dell’elettorato si è astenuto o ha votato bianco o nullo. Macron supera a malapena questa percentuale, dato che viene eletto solo dal 38,52% degli elettori registrati. È quindi il peggiore presidente eletto nelle undici elezioni della Quinta Repubblica (a parte il gollista Georges Pompidou, eletto con il 37% nel 1969). Il PCF, allora la principale forza di opposizione, invito esplicitamente all’astensione). Non solo Macron è stato eletto male, ma la metà dei voti ottenuti al secondo turno non rappresentano in alcun modo un sostegno al suo operato o al suo programma. Essi provengono da un voto di sbarramento teso ad impedire l’elezione di Marine Le Pen, un’elezione che i sondaggi, la sera del primo turno, presentavano come una possibilità da prendere seriamente in [...]
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Oms: abbassare costi e sospendere brevetti sui farmaci anticovid

2 weeks 5 days ago
Allarme OMS: anche l’utilizzo dei farmaci anticovid è bloccato dai brevetti.Prezzi e i brevetti rendono pressoché impossibile attuare le terapie nei Paesi a basso reddito. Vittorio Agnoletto: “IL WTO decida la sospensione dei brevetti dei vaccini e dei farmaci anti Covid-19 alla riunione di giugno. E’ l’ultima occasione!” Si chiama Paxlovid, un mix dei farmaci nirmatrelvir e ritonavir, lo produce laPfizer e l’OMS lo raccomanda come la migliore terapia contro il Covid-19 in pazienti ad alto rischio. Ma difatto la cura è pressoché impossibile per i Paesi a basso reddito a causa dei prezzi e delcondizionamento dei brevetti. L’OMS lancia una forte richiesta: è urgente abbassarne i costi, intervenire sui brevetti e rendere pubblici e trasparenti i contratti bilaterali con le case farmaceutiche.“L’allarme OMS è fin troppo chiaro: il cappio esercitato dai brevetti sui vaccini si estende anche ai farmaci anti Covid-19; vi è il concreto rischio di condannare a morte le popolazioni di intere aree del mondo, materialmente impossibilitate ad accedere alle terapie per i costi esorbitanti e non solo!” ha dichiarato Vittorio Agnoletto, coordinatore della Campagna Europea Right2cure No Profit on Pandemic (a cui ha aderito anche Sinistra Anticapitalista).“La pandemia non è finita; in Italia abbiamo ogni giorno [...]
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Il lascito storico del 25 aprile e del I maggio: resistere alla guerra, unire le lavoratrici e i lavoratori

3 weeks 2 days ago
Mercoledì 27 aprile ore 21 in diretta sulla pagina Facebook  di Sinistra Anticapitalista Torino coordinati dallo storico del movimento operaio Diego Giachetti  ne discutono Marco Meotto insegnante e storico e Matteo Saudino, insegnante e filosofo        Il 25 aprile e il I maggio sono due date storiche fortemente simboliche per il movimento operaio del nostro paese. Rappresentano la lotta delle classi lavoratrici per la loro libertà contro l’oppressione e il fascismo, per l’emancipazione dallo sfruttamento capitalistico.  E lo rapppresentano dentro un quadro di solidarietà ed unità internazionale. Costituiscono un elemento identitario di classe e di autoorganizzazione, un ideale di riscatto e di trasformazione della realtà esistente, espressa storicamente nella parola socialismo. Che cosa resta di queste due date magiche come la primavera? Quale il loro lascito attuale verso le nuove generazioni? Quale le prospettive dopo decenni di sconfitte del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori sotto la tempesta del liberismo ed oggi anche sotto l’uragano della guerra che ritorna prepotentemente in Europa dopo che nel 1999 ne avevamo avuto un primo segno con il bombardamento di Belgrado e dentro un’offensiva ideologica ad alzo zero delle classi dominanti che tutto vogliono cancellare di quel lascito e di quelle speranze? Partecipate a questo dibattito che [...]
loc

Un appello di 80 intellettuali a sostegno del popolo ucraino

3 weeks 3 days ago
da MPS – Ticino Più di 80 intellettuali di tutto il mondo – tra cui la giornalista israeliana Amira Hass, la scrittrice indiana Arundhati Roy, lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, il linguista statunitense Noam Chomsky, lo scrittore nigeriano premio Nobel Wole Soyinka – hanno lanciato dalle pagine di Le Monde un appello ad appoggiare la resistenza ucraina “senza riserve” Dal 24 febbraio Vladimir Putin ha intrapreso una guerra di conquista contro l’Ucraina. Il suo esercito bombarda e distrugge le città, uccidendo migliaia di civili, come ha fatto in Cecenia e Siria. Gli ucraini stanno resistendo. Dobbiamo sostenerli senza calcoli né riserve. Nella maggior parte dei nostri Paesi, tuttavia, una fetta troppo grande dell’opinione pubblica si è schierata con il dittatore russo. In nome di un antimperialismo che negli anni si è trasformato in odio appassionato, si applaude chiunque si opponga all’Occidente. Misuriamo la schiacciante responsabilità delle grandi e piccole potenze occidentali nella devastazione del nostro mondo. Abbiamo denunciato le guerre che hanno condotto per garantire l’eternità del loro dominio su vaste regioni, incluse le nostre, e abbiamo condannato la loro difesa di dittature indifendibili per proteggere i loro interessi. Conosciamo il loro uso selettivo dei valori che rivendicano, lasciando [...]
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Primum vivere

3 weeks 3 days ago
Sembra più possibile una Terza guerra mondiale che una rivoluzione. Appunti di fronte alla crisi del vecchio ordine internazionale
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Facciamo vivere il 25 aprile e il Primo maggio

3 weeks 3 days ago
di Franco Turigliatto Mentre l’uragano della guerra infuria in Ucraina dove ogni giorno si manifestano gli orrori dell’invasione russa e il conflitto corre verso una nuova drammatica accelerazione prodotta dalla volontà di Mosca di conseguire il successo finora impedito dalla capacità di resistenza dell’esercito e del popolo ucraino e dalla decisione degli Usa e dei paesi della Nato di concorrere con sempre maggiori investimenti militari e supporti logistici, ognuno alla ricerca della “vittoria finale”, rinunciando a qualsiasi prospettiva di cessate il fuoco e di trattativa, vale la pena di soffermarsi per un momento sulla realtà sociale e politica del nostro paese. Per sintetizzare il nostro giudizio: una palude stagnante da cui si alzano i peggiori miasmi reazionari sospinti dal governo dei “peggiori”, da una maggioranza divisa e litigiosa, ma che si ricompatta nei passaggi decisivi intorno alle scelte del piccolo bonaparte Draghi; una maggioranza disponibile anche talvolta ad assumere direttamente le proposte politiche della finta minoranza, l’estrema destra di FdI, con i suoi riferimenti fascisti, forza che alcuni sondaggi elettorali danno ormai quasi stabilmente come il primo partito. Gli elementi della palude italiana 1. La pandemia non è finita se non nella demagogia delle forze della destra, nelle scelte del [...]
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Ucraina: “Spesso dimentichiamo che abbiamo sofferto secoli di imperialismo russo”

3 weeks 6 days ago
Da un’intervista di Ashley Smith (spectrejournal.com/) con Yuliya Yurchenko, accademica e autrice di ‘Ukraine and the Empire of Capital: From Marketization to Armed Conflict’ (Pluto Press, 2018). Ridurre questa guerra a un conflitto tra l’Occidente e la Russia trascura l’Ucraina e la tratta come una semplice pedina tra le potenze. Questa analisi nega la soggettività degli ucraini e il loro ruolo nel conflitto. Sopprime anche la discussione sul nostro diritto all’autodeterminazione e sulla nostra lotta per la liberazione nazionale. Indossate i vostri occhiali da lettura decoloniali Naturalmente, c’è una dimensione interimperialista in tutto questo. Questo è ovvio. Ma c’è anche una dimensione nazionale che deve essere riconosciuta. E per riconoscerlo, bisogna mettere gli occhiali da lettura decoloniali. Dovete imparare tutte le lezioni delle lotte di liberazione nazionale in Africa e altrove. Anche dove erano coinvolte potenze concorrenti, c’era anche la lotta per la liberazione nazionale dei popoli oppressi. E i pensatori e i leader anticoloniali ci hanno insegnato a dare voce a queste persone e alla loro lotta. L’Ucraina sta combattendo una lotta simile. Spesso si dimentica che abbiamo sofferto secoli di imperialismo russo, specialmente sotto Stalin durante il periodo sovietico. Questo si è calmato un po’ sotto Khrushchev. Sì, [...]
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Il campismo, la risposta sbagliata alla guerra

3 weeks 6 days ago
Lottiamo uniti contro gli imperialismi. Anche se terminasse con un vincitore e un vinto, questa guerra non porterà alcun vantaggio alle persone nel paese vincitore, ma solo alla ristretta élite dominante [Sinistra Anticapitalista Genova] La guerra tra Russia e Ucraina è una tragedia che causa migliaia di morti, feriti, profughi e distruzioni materiali. Anche se terminasse con un vincitore e un vinto, non porterà nessun vantaggio alle persone comuni nel paese vincitore, ma solo alla ristretta élite dominante. Questa guerra è il risultato di uno scontro fra più imperialismi: da un lato quelli occidentali (gli USA, la Gran Bretagna, l’Unione Europea, tutti alleati nella NATO), che vogliono espandere la propria influenza a est, d’altro lato gli oligarchi russi guidati da Putin che vogliono riprendersi i territori dell’impero zarista. L’errore di logica dei “campisti” Il sistema politico italiano e la borghesia italiana, ovviamente, si schierano dalla parte degli imperialismi occidentali e della NATO e perciò sostengono, con politiche più o meno bellicose, Zelensky e il governo ucraino che sentono politicamente vicini. Finora hanno evitato un intervento militare diretto, che porterebbe alla terza guerra mondiale in un batter d’occhio, ma le responsabilità occidentali sono evidenti per avere a lungo incoraggiato l’Ucraina a [...]
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A Firenze parte il percorso per un documento alternativo al prossimo congresso Cgil

1 month ago
di Francesco Locantore Il 13 aprile scorso si è tenuta a Firenze una assemblea nazionale convocata dalle aree sindacali Riconquistiamo tutto! e Democrazia e Lavoro in Cgil per cominciare un percorso che porterà alla presentazione di un documento alternativo al prossimo congresso della Cgil. Le due aree sindacali avevano già trovato una convergenza negli ultimi mesi nella denuncia della mancata volontà della segreteria Cgil di continuare la lotta dopo lo sciopero generale del 16 dicembre scorso. Nella conferenza di organizzazione della Cgil culminata a Rimini a febbraio, le due aree hanno votato contro le 11 tesi della segreteria con una dichiarazione di voto comune, aprendo una battaglia in particolare sulla scheda n. 6, che pretende di vincolare i delegati e i funzionari sindacali alla firma degli accordi votati dai lavoratori, eliminando così il diritto al dissenso e rompendo il legame tra i rappresentanti sindacali e i lavoratori che li hanno eletti. All’assemblea ha deciso di partecipare anche l’area programmatica delle Giornate di marzo, che si era staccata da Riconquistiamo tutto nel 2020, ma che oggi si dichiara di nuovo disponibile ad un percorso congressuale comune, rafforzando così la battaglia del documento alternativo. La scelta di tenere l’assemblea a Firenze non [...]
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I russi, la NATO e il negazionismo

1 month ago
di Fabrizio Dogliotti Nella guerra, come pare dicesse già Eschilo nel V secolo a.C., la prima vittima è la verità. In questi tristi giorni, il vecchio aforisma si ripresenta con tutto il suo carico di ipocrisia, mala fede e soprattutto tragedia. Da una parte e dall’altra. In primo luogo, c’è l’irresistibile bisogno di costruire un “cattivo”, anzi, un cattivissimo, perfetto. In occidente è facile: si tratta di Putin, personaggio già un po’ controverso e oggi definitivamente relegato nella galleria dei mostri, insieme a Hitler e a Stalin. Evidentemente, si tratta di propaganda. Ma dall’altra parte non si scherza: addirittura, la guerra in Ucraina non esiste. E se esiste, è solo per la caparbietà degli ucraini a non volersi unire ai loro fratelli russi, che sono andati lì solo per schiacciare i nazisti. Le rovine delle città, i cadaveri dei civili con le mani legate dietro la schiena? Stronzate. Sono fake, propaganda del nemico, montaggi di Photoshop e magari, se sono veri, sono massacri e distruzioni realizzate dagli stessi ucraini per screditare i russi. Agghiacciante, sinceramente agghiacciante. Ma non nuovo: già nel 1937, dopo il bombardamento di Guernica, i fascisti sostennero (e lo fecero per anni) che la città basca rasa [...]
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Francia: Crollo a destra, minaccia dell’estrema destra, speranza di un’alternativa a sinistra

1 month ago
di Leon Cremieux* da mps-ti.ch Come già era avvenuto nel 2017, il secondo turno delle elezioni presidenziali del 2022 vedrà Marine Le Pen opposta a Emmanuel Macron. Quest’ultimo ha ottenuto quasi il 27,85%, Le Pen il 23,15% e Mélenchon il 21,95% (percentuali sui voti espressi). Ma la vittoria di Macron al secondo turno appare meno scontata che nel 2017 (quando ottenne il 66% dei voti) e questo nuovo identico duello non deve nascondere le profonde differenze della situazione elettorale dopo il primo turno. Prima di tutto, va constatato come l’astensione sia aumentata di oltre il 4% raggiungendo il 26,3% degli elettori registrati. Dal 2007, assistiamo ad un aumento regolare delle astensioni, sia per le elezioni presidenziali che per le elezioni legislative che le seguono immediatamente (oltre il 50% nel 2017). Si è astenuto più del 40% dei giovani (dai 18 ai 35 anni) si sono astenuti (era il 29% cinque anni fa) e più del 33% degli operai (29% cinque anni fa). L’astensione rappresenta circa un quarto degli elettori registrati. Inoltre, queste elezioni segnano un nuovo crollo dei due partiti tradizionali della Quinta Repubblica, il PS e il partito gollista Les Républicains (LR). Assieme rappresentano solo il 6,5% dei voti [...]
loc
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23 hours 38 minutes ago
Sinistra Anticapitalista
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